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Il Leone retrocede sul campo. Ma per passione e civiltà è come se avesse vinto lo scudetto

Vogliamo partire dalla fine, dall’ennesimo abbraccio della squadra sotto la Curva Nord e dal saluto, ricambiato, dei giocatori allo stadio Matusa. Il Leone retrocede in Serie B, ma lo fa a testa altissima. Con una lezione di tifo e civiltà che non ha eguali in Italia. Il gruppo di Stellone ha dato tutto anche contro il Sassuolo e il pubblico glielo ha riconosciuto. Il Frosinone e Frosinone abbandonano la Serie A, ma hanno fatto vedere a tutti di avere valori morali che sono ben al di sopra rispetto a un risultato sportivo negativo.
“Per ogni giorno, ogni istante, ogni attimo che stiamo vivendo… Grazie ragazzi!”. La Curva Nord srotola una gigantografia dell’immagine simbolo di questa stagione: l’abbraccio tra squadra e tifosi al termine della partita con il Palermo. E’ questo lo spettacolo scenografico realizzato dal settore più caldo dei sostenitori giallazzurri. Formazione non priva di sorprese quella scelta da Stellone: Carlini gioca dal primo minuto e viene sistemato sulla fascia destra di centrocampo, mentre in difesa la coppia Ajeti-Pryyma è preferita a Blanchard e Russo. Il Frosinone parte forte e al 5′ va vicinissimo al vantaggio: Daniel Ciofani serve Dionisi, il cui tiro a botta sicura dal centro dell’area di rigore trova la risposta decisiva di Consigli. I giallazzurri sono partiti benissimo, spinti anche dall’incessante tifo del Matusa. Al 10′, però, si accende Sansone, che dopo aver ricevuto palla sulla sinistra si accentra e calcia violentemente: Bardi para. Il Frosinone, comunque, non appare affatto demotivato. E la stessa cosa si può ovviamente dire del Sassuolo, che insegue un posto in Europa League. Al 25′ la squadra di Di Francesco ci prova con una combinazione tra Duncan e Defrel: prima che il Sassuolo vada alla conclusione, però, ci pensa Pryyma a sventare il pericolo. Poco prima della mezz’ora Pellegrini ci prova su calcio di punizione: Bardi blocca a terra. E al 30′ il portiere giallazzurro è costretto ad uscire per un infortunio alla coscia: le lacrime di Bardi mentre lascia il campo sono accompagnate dagli applausi del Matusa. Stellone decide di far entrare Zappino. Il Frosinone non sembra rassegnato alla retrocessione e trova in un ispirato Carlini la chiave per attaccare il Sassuolo. Da Modena, nel frattempo, giungono ottime notizie per il Leone: il Carpi ha fallito due calci di rigore, mentre la Lazio è passata sullo 0-2. Il Frosinone allora ci crede un po’ di più e al 36′ è Gucher a provare il colpo vincente: il tiro potente di Robert termina di poco sopra la traversa. Alla fine del primo tempo si rivede il Sassuolo e la rovesciata di Berardi, su cross di Duncan, strappa tanti applausi: per fortuna del Frosinone il pallone termina fuori. Nei secondi conclusivi della prima frazione un colpo di testa di Sammarco, bravo a raccogliere un cross di Matteo Ciofani,  finisce sul fondo di non molto. E’ l’ultima azione di un primo tempo che ha regalato tante emozioni. Frosinone e Sassuolo sono fermi sullo 0-0, così come Fiorentina e Palermo, mentre il Carpi perde per 0-2 contro la Lazio.
Sale l’incitamento del Matusa nei minuti iniziali del secondo tempo. E’ il Sassuolo a rendersi pericoloso per primo con una conclusione a giro di Sansone non trattenuta da Zappino: Pryyma spazza il pallone. All’11’ tocca a Kragl impegnare severamente Consigli da calcio piazzato: il solito sinistro potentissimo e carico d’effetto del tedesco costringe il portiere neroverde all’intervento in due tempi. Al 15′ break del Sassuolo, che mette i brividi al Frosinone con il colpo di testa di Acerbi ribattuto da Pryyma nei pressi del palo. Al 18′ i giallazzurri protestano per la mancata assegnazione di un rigore per un contatto tra Politano e Carlini: l’episodio è da rivedere alla moviola. Il Frosinone continua ad attaccare, trascinato soprattutto sulla sinistra da Dionisi. Il Leone in questa fase centrale del secondo tempo ci prova in particolar modo in contropiede. E proprio da un’azione di ripartenza costruita da Kragl giunge il pericolo maggiore alla porta del Sassuolo: il tedesco, partito dalla propria metà campo, arriva al tiro che si stampa sul palo. E’ una stagione sfortunatissima quella giallazzurra per quanto riguarda i legni colpiti. Primo cambio di Stellone, che richiama Gucher e manda in campo Frara. Da Modena le notizie sono ancora più incoraggianti per il Frosinone: il Carpi adesso perde 0-3 contro la Lazio. E la Curva Nord canta “Non molleremo mai”. Alla mezz’ora altro legno colpito dalla squadra di Stellone. Di controbalzo Daniel Ciofani prova sorprendere Consigli con un pallonetto: la sfera scavalca il portiere,  ma va a sbattere contro il palo. Al 33′ altra occasionissima del Frosinone: sul cross di Frara Sammarco non trova di un soffio la deviazione vincente. Nuova sostituzione da parte di Stellone: Longo prende il posto di Carlini. Poi tocca a Duncan, servito da Falcinelli, andare al tiro: il pallone sorvola la traversa. A sei dal termine Dionisi ci prova con una precisa conclusione, ma Consigli è attento. E sul ribaltamento di fronte un diagonale di Falcinelli si spegne sul fondo dopo aver sfiorato il palo. E’ ricca di emozioni la partita in questo momento. Quella che non avremmo mai voluto vivere,  però, arriva al 40′, quando Politano riesce a violare la porta giallazzurra e a portare in vantaggio il Sassuolo. E’ a quel punto che sale ancor di più il tifo del Matusa: dalla Nord si alzano i cori “Riproviamoci” e “Grazie ragazzi”. Quest’ultimo, in particolare, è urlato a squarciagola da tutti, anche dopo il triplice fischio di Cervellera che certifica la sconfitta del Frosinone per 0-1 e la conseguente matematica retrocessione in Serie B del Leone.
I tifosi restano all’interno del Matusa per diversi minuti dopo la fine del match: c’è da tributare il meritato applauso a una squadra che si è battuta con determinazione, nonostante tutto e tutti. E’ stata una bella lezione per un calcio, quello italiano in particolare, spesso isterico. Frosinone retrocede sul campo, ma per passione e civiltà è come se avesse vinto lo scudetto. (Gabriele Margani)

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