Atuttapagina.it

La Storia offesa da un ragazzino viziato: Perin, spegni lo smartphone e apri un libro

Quattro divisioni di soldati marocchini combatterono al fianco degli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale e durante la campagna d’Italia, per un totale di circa 12 mila uomini. Il passaggio dei goumier in Italia fu accompagnato da un numero elevato di crimini di guerra, omicidi, saccheggi e oltre 7.000 stupri. Questi stupri furono ricordati in seguito dagli italiani come “Marocchinate” e furono perpetrate contro donne, bambini e uomini, in particolare durante la battaglia di Montecassino. Ad Esperia, paese che al tempo contava circa 2.500 abitanti, ben 700 subirono atti di violenza in occasione del passaggio delle truppe ed alcuni perirono per tali motivi.
Questa è la storia della Marocchinate, quella che ieri ha infamato un ragazzino viziato che risponde al nome di Mattia Perin. Non importa sapere se quel disgustoso riferimento («A Vallecorsa cambiò la storia, tuo nonno parla arabo… il mio fondò Littoria») sia stato fatto per ignoranza o consapevolmente. E’ di una gravità inaudita in entrambi i casi. Quella delle Marocchinate è una ferita che rimarrà aperta per sempre, non solo per le popolazioni del Basso Lazio. E’ come ironizzare sulla Shoah o sulle Foibe: certe pagine della Storia devono essere trattate con il rispetto che meritano.
Quel rispetto che ieri ha perso Perin, tra l’altro ignaro che anche nell’attuale provincia di Latina dalla quale ha origine i goumier imperversarono. Rimasero vittime delle Marocchinate le popolazioni di Lenola, Campodimele, Spigno Saturnia, Formia, Terracina, San Felice Circeo, Roccagorga, Priverno, Maenza e Sezze, in cui numerose ragazze e bambine furono ripetutamente violentate, talvolta anche alla presenza dei genitori. Questo episodio, allora, non potrà essere archiviato impunemente. E neppure saranno sufficienti le scuse del giocatore: il portiere va sanzionato a livello disciplinare anche perché indossa la maglia di quell’Italia la cui storia ieri ha vergognosamente infangato. E a Perin un consiglio gratuito: spenga lo smartphone e apra un libro, magari imparerà qualcosa.
Una piccola postilla. Il profilo di Instagram “mattiaperin_freerider” è davvero di Mattia Perin. La pagina è “verificata” o “certificata”, secondo le norme dei social network che riservano ai personaggi famosi la spunta blu in modo da distinguerli dai profili falsi. Instagram, come Facebook e Twitter, fa dei controlli sulla pubblicazione dei post e riesce a individuare il profilo autentico da quelli “fake”. Le probabilità di errore sono prossime allo zero. (Gabriele Margani)

Potrebbero interessarti

Commenti

Questo sito utilizza i cookies; utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire l'utilizzo dei cookies.
Ulteriori Informazioni