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“Sono state emozioni incredibili, sarò legato al Frosinone per sempre”. Il saluto di Stellone al Leone

«Sono state emozioni incredibili, rimarrò legato al Frosinone per tutta la vita». Roberto Stellone saluta così il Leone dopo sette anni: due da giocatore, uno da tecnico del settore giovanile e quattro alla guida della prima squadra.
«Abbiamo deciso che era meglio per tutti dividere le nostre strade – ha spiegato l’ormai ex allenatore giallazzurro in un’affollatissima conferenza stampa -. I motivi della separazione non sono legati alle ambizioni della società, che sono convinto saranno grandissime, né all’aspetto economico: il presidente Stirpe è un uomo che sa gratificare un proprio collaboratore e io non sono uno che accampa pretese di questo tipo. Semplicemente, come in tutti i cicli c’è un inizio e una fine e abbiamo deciso di comune accordo, mettendo da parte i sentimenti, che questa fosse la soluzione migliore per il Frosinone. E’ stata una decisione difficile, ma saggia e inevitabile».
«Ciò che più mi rende orgoglioso è il fatto che alla mia prima partita da allenatore della prima squadra, Frosinone – Carrarese, c’erano forse cinque o seicento spettatori, per poi giungere a quella cornice di pubblico di Frosinone – Sassuolo. Ricordo come, dopo la felice intuizione del direttore Salvini di affidarmi la panchina della Berretti, feci fatica a smettere l’attività di calciatore. Ben presto, però, mi sono appassionato a questo nuovo incarico e di questo sono grato a quel gruppo con il quale abbiamo vinto lo scudetto nel campionato Berretti».
«Se c’è stato un momento nel quale ho pensato che quest’anno ci saremmo salvati al 100%? A quell’obiettivo ho creduto fin dall’inizio di questa avventura in Serie A. Come ho detto in passato, per ottenere dei risultati si devono incastrare tanti fattori. A noi in questa stagione è mancata la fortuna. Ma questi ragazzi e i tifosi con loro hanno lottato contro tutto e tutti».
«Impossibile indicare una sola persona da ringraziare. Devo dire grazie al presidente per avermi dato questa opportunità, al direttore Salvini per avermi scelto, a tutti i giocatori avuti in questi cinque anni da allenatore, nessuno escluso, e soprattutto ai tifosi, impagabili per passione e attaccamento al Frosinone».
«Il mio futuro? Con il Bari non c’è stato nessun contatto, mentre con il Verona ho avuto un colloquio così come lo hanno avuto altri candidati a quella panchina. Gorgone e Gennari mi seguiranno, mentre per Capogna dovete chiedere a Salvini visto che non faceva parte del mio staff quando iniziai ad allenare».
«Cosa mi mancherà di Frosinone? Tutto», ha concluso un emozionato Stellone. In bocca al Leone, Roberto! (Gabriele Margani)

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