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Stirpe: “L’allenatore entro il 18 giugno, Zappino rimarrà. Verso i tifosi ho un senso di responsabilità”

«Abbiamo cercato di acquistare il vestito che ci potevamo permettere. Siamo retrocessi dal punto di vista sportivo, ma dal punto di vista economico, finanziario, etico e morale non siamo retrocessi. E i tifosi, con quegli applausi dopo le partite con il Palermo e il Sassuolo, hanno compreso che il Frosinone ha un futuro davanti a sé». Il presidente Maurizio Stirpe, in un’affollatissima conferenza stampa, riavvolge il nastro della stagione del Frosinone.
«I fattori della retrocessione? Inesperienza, presunzione, malasorte e la ciliegina sulla torta degli errori arbitrali – spiega Stirpe -. Ritengo che siamo retrocessi dopo la partita con il Chievo: da quel momento in poi ho pensato che non ce l’avremmo più fatta. Ma ad essere onesti la salvezza sarebbe stata immeritata. Non meriti di salvarti con 23 sconfitte e 76 gol subiti: bisogna accettare il risultato sul campo».
Poi il presidente si proietta sul futuro: «Il Frosinone deve ripartire dalla sua dimensione. Questo, però, non significa che farà dei programmi di minima. L’allenatore? Lo annunceremo tra il 12 e il 18 giugno. Abbiamo già le idee chiare. Sui giocatori, mi dispiace che Carlini si sia tirato fuori da solo. Un mese fa il suo procuratore mi aveva contattato chiedendo il rinnovo. Gli risposi che ne avremmo riparlato a fine stagione. La nostra intenzione era quella di prolungare il rapporto. Ieri, però, il giocatore si è chiamato fuori. E adesso sono io a dire che la porta è chiusa. Zappino? Avremo tre portieri e Massimo sarà uno dei tre. A lui il contratto verrà rinnovato. Pavlovic è uno di quei giocatori in prestito con diritto di riscatto che proveremo a trattenere: gli abbiamo già offerto la nostra disponibilità. La stessa cosa vale per Bardi, anche se in questo caso il prestito è “secco”. Soddimo e Crivello, invece, hanno già il contratto per la prossima stagione. E per coloro che sono legati da più anni di contratto il discorso è questo: solo a fronte di un’offerta adeguata andranno via, in caso contrario rimarranno qui. L’11 luglio partiremo con le visite mediche, poi ci sarà il raduno. In quei giorni voglio che la rosa sia completa all’80-90%. Stellone? Per me poteva restare in caso di retrocessione e gli proposi di rimanere. Capisco, però, la ricerca di nuovi stimoli».
E ancora sul pubblico giallazzurro e su… se stesso: «Quello che hanno fatto i nostri sostenitori aumenta il senso di responsabilità verso di loro. La società non lesinerà l’impegno. Un mio errore? Si, l’ho commesso. Mi rimprovero il fatto di non essere stato capace di dare quella discontinuità di cui avrebbero avuto bisogno la società e la squadra. Ad esempio iniziare la stagione il 18 luglio, lo stesso giorno della Juventus che aveva giocato la finale di Champions League, mi è sembrato un atto di presunzione. Da parte mia c’è stata debolezza nell’aver lasciato forse troppo spazio alla riconoscenza, alla stima e all’affetto». (Gabriele Margani)

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