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“Il primo impatto è molto buono, sono carico”. Al via alla Globo Sora l’avventura di coach Bagnoli

«Negli ultimi due anni ho guardato tanta pallavolo, sia di Serie A1 che A2, e dopo tanto tempo la finale dei play-off dell’A2 mi ha fatto davvero appassionare. Vedere la Globo giocare una pallavolo stupenda nei momenti importanti, vederla esprimere la sua massima forma nei momenti topici mi ha convinto ad andare nei palazzetti, sia quello di Sora che di Vibo a vedere dal vivo lo spettacolo. Ecco perché la chiamata del General Manager Adi Lami è arrivata molto gradita. La mia strada con quella di Sora si è unita immediatamente già al primo incontro: in un paio d’ore abbiamo condiviso un progetto da svilupparsi in un paio di anni e in cinque minuti ci siamo accordati». Sono le parole del nuovo coach della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora, Bruno Bagnoli.
La sua gavetta da allenatore l’ha portata per meritocrazia a diventare il professionista che è oggi. La sua esperienza e la sua competenza cosa possono dare a Sora e cosa la possono far diventare?
«Se c’è un rapporto franco tra l’allenatore, lo staff tecnico e la società, la crescita non può essere altro che reciproca. Io cercherò di mettere a disposizione tutta la mia esperienza, da parte della società ho visto tanta disponibilità e questo mi porta a pensare positivo per il futuro. Abbiamo sicuramente una grande sfida da affrontare insieme, ma sono convinto che riusciremo giorno dopo giorno e mese dopo mese a costruire un qualcosa di solido e duraturo. Sappiamo perfettamente qual è il nostro punto di partenza, cercheremo di fare meno errori possibili ma vogliamo crescere, non solo dal punto di vista tecnico ma anche sotto tutti gli altri che possono far parte della società».
Del progetto che la società le ha illustrato cosa le è piaciuto di più?
«Sicuramente la professionalità, il fatto di voler assegnare a ognuno le proprie competenze e, dunque, dare le proprie responsabilità, oltre al fatto di essere arrivato in un territorio abbastanza “vergine” con un palazzetto molto bello che andrà a essere implementato e che in un paio d’anni diventerà una bomboniera della SuperLega. Questo perché io ho sempre puntato molto anche sul rapporto con i tifosi: mi è piaciuto fare il tutto esaurito a Mezzolombardo, a Trento, Verona e poi anche a Modena e credo che riusciremo in questo anche a Sora».
E’ ufficialmente l’allenatore della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora, da dove inizierà il suo lavoro?
«La prima cosa sarà quella di confermare tutto lo staff tecnico e coordinarmi bene con loro. La seconda sarà prendere in carico pian piano tutti i giocatori che andremo a confermare rispetto alla passata stagione, che saranno almeno cinque o sei, e in terza battuta, ma non per ordine di importanza, confrontarmi bene con il vertice della società per fare tre o quattro acquisti che consentano alla squadra dal punto di vista tecnico di ben figurare in categoria».
Che SuperLega si immagina? Come è cambiata dalla sua ultima presenza nella stagione 2012-13?
«Ho avuto modo di allenare in SuperLega per tantissimi anni, soprattutto quando la Serie A1 era il campionato più bello al mondo, quando tutti i migliori giocatori russi, brasiliani e cubani ne facevano parte. Poi c’è stata la crisi e il nostro campionato si è un pochino impoverito. Adesso, però, c’è un ritorno di fiamma nel senso che negli ultimi due o tre anni il livello si sta alzando di nuovo e possiamo contare su parecchie formazioni veramente molto interessanti. E non è un caso che anche a livello europeo siamo presenti, con la Calzedonia Verona che ha vinto la Coppa e Trento che è arrivata in finale di Champions League. Pertanto questa SuperLega di Sora sarà sicuramente di grande qualità».
(Carla De Caris – Responsabile Ufficio Stampa Globo Banca Popolare del Frusinate Sora)

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