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Ilva di Patrica, è arrivato per la politica il momento dell’assunzione di responsabilità

Si è tenuto nella giornata di ieri, a meno di 24 ore dalla chiusura della fase del recepimento delle offerte per l’acquisizione del Gruppo Ilva spa, un presidio presso lo stabilimento di Patrica dei lavoratori e di parte delle loro famiglie, avente come finalità quella di esprimere chiaramente la posizione che gli stessi lavoratori hanno nei confronti delle decisioni che dovranno essere prese dai commissari in conformità ed in coerenza alle offerte pervenute.
Tutti sono stati concordi nell’esprimere forti perplessità sui piani industriali di Marcegaglia e Arvedi, che sono certi non garantiscono una ripresa dell’attività produttiva del sito e, quindi, non danno loro garanzie future su un’eventuale ricollocazione.
L’interesse di questi grandi gruppi è essenzialmente concentrato nell’acquisizione degli stabilimenti “Core” del gruppo Ilva (Taranto e Novi Ligure) e di certo non per stabilimenti “doppioni” già in loro possesso, né tanto meno di stabilimenti ormai chiusi da due anni.
Proprio per queste ragioni fanno appello alle forze politiche ed istituzionali affinché intervengano presso il Governo per sensibilizzare i commissari a prendere quella che dal loro punto di vista è la decisione che dà maggiori garanzie, ovvero la proposta di acquisto che riguarda il solo stabilimento di Patrica, consapevoli e confidenti che chiunque manifesti interesse per un sito ed è pronto a pagarlo di certo non lo fa per speculazione ma per un interesse serio di reindustrializzarlo e di generare dallo stesso profitto.
«La posizione espressa dai lavoratori è da me ampiamente condivisa – dichiara il segretario generale della Fim Cisl di Frosinone Fabio Bernardini -. E la mia presenza al loro fianco anche oggi ne è la dimostrazione. Sono convinto, infatti, che se la decisione che verrà presa sarà quella di cedere l’intero gruppo ad una singola cordata Patrica non verrà più riaperto e per l’ennesima volta ad un passo dalla soluzione di questa vertenza, così come è capitato nel dicembre 2014 quando a quattro giorni dalla vendita del sito di Patrica il Governo con la nazionalizzazione dell’Ilva ha di fatto impedito la vendita stessa, ci ritroveremo ad aver lottato inutilmente ma, soprattutto, avremo chiuso l’ennesimo stabilimento nella nostra provincia e qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di questo».
«Dal canto nostro, come organizzazioni sindacali, faremo, dopo il 1 luglio, richiesta al MiSE per analizzare in dettaglio i piani industriali a corredo delle offerte di acquisto e sicuramente in quella sede faremo di tutto per far valere le nostre ragioni che coincidono con gli interessi dei lavoratori, come abbiamo sempre fatto ma soprattutto dimostrato nel corso di questi ultimi e difficili anni – conclude Bernardini -. Ma sarà soprattutto la volontà che esprimerà il Parlamento, che sarà chiamato a valutare e deliberare le scelte che faranno i commissari, e proprio da chi rappresenta la nostra provincia in quella sede, dalle Istituzioni tutte che hanno come mandato la rappresentanza degli interessi dei cittadini che li hanno eletti, ci aspettiamo il maggiore impegno al fine di far valere pienamente il proprio ruolo e il proprio peso politico per lanciare un segnale di speranza ai lavoratori di Patrica, ma soprattutto alla nostra provincia».

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