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Ilva di Patrica, la Fim Cisl: “Troppa approssimazione e tempo perso, ora recuperare ritardi”

Si sono concluse nella giornata di martedì le riunioni presso il MiSE tra i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, il ministro Calenda e il sottosegretario Bellanova e presso la Regione Lazio tra i delegati degli assessori Valente e Buschini, il segretario della Fim Cisl di Frosinone e una rappresentanza dei lavoratori dello stabilimento di Patrica, entrambi aventi ad oggetto la vertenza Ilva.
Al Tavolo del MiSE il ministro ha ribadito come nell’ultimo decreto del Governo su Ilva c’è stato uno slittamento di ulteriori 120 giorni rispetto ai tempi previsti per l’assegnazione, tempo necessario per meglio valutare il piano ambientale degli eventuali investitori che è strettamente legato a quello industriale.
Uno slittamento che probabilmente porterà l’assegnazione dell’Ilva tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre.
«Dal giugno 2014 su Ilva c’è stata troppa approssimazione e sono stati commessi troppi errori – ha commentato Marco Bentivogli, segretario nazionale Fim Cisl -. Una vertenza gestita male e che ha fatto perdere tempo prezioso per la soluzione della stessa. La Fim ha sempre avuto come obbiettivo, indifferentemente dalla bandiera, quello di mantenere la produzione ecosostenibile di acciaio in Italia. Troppi potenziali investitori puntano all’Ilva per risolvere i loro problemi di competitività e di mercato. Serve, invece, puntare al risanamento, alla sostenibilità ambientale e al rilancio industriale del gruppo. Oggi l’Ilva è a un terzo della sua capacità produttiva, bisogna mantenere la produzione sopra gli 8 milioni di tonnellate d’acciaio annue per evitare gravi problemi occupazionali e affrontare seriamente il problema sicurezza: troppi morti e infortuni sul lavoro in questi anni, non sono più accettabili».
Al Tavolo regionale sono state esposte, da parte della delegazione presente, le ragioni della richiesta di mobilità in deroga per i lavoratori di Ilva Patrica ed è stato chiarito che tale richiesta ha basi e fondamenta diverse dalle rivendicazioni avanzate da altre associazioni della provincia di Frosinone.
«Il chiarimento è stato necessario in quanto questa vertenza è sostanzialmente diversa dalle altre – ha spiegato Fabio Bernardini, segretario generale Fim Frosinone -. Il primo motivo è che sullo stabilimento di Patrica è presente una richiesta ufficiale di acquisto, datata 30 maggio 2016, che oltre a certificare l’interesse riporta al suo interno l’impegno alla riassunzione dei lavoratori oggi collocati in mobilità e la reindustrializzazione del sito ciociaro. Il secondo motivo è che i tempi di vendita, che non sono negoziabili in quanto derivanti dalle disposizioni governative inerenti la cessione di Ilva spa in amministrazione straordinaria, penalizzano fortemente quei lavoratori a cui scade la mobilità il prossimo 30 giugno e che in caso di vendita hanno garanzie di essere rioccupati. Terzo, i lavoratori di Patrica sono gli unici, all’interno del Gruppo Ilva, a non essere stati tutelati con politiche di sostegno al reddito da parte del Governo che, per dichiarazione dello stesso ministro, continuerà a garantire fino alla cessione del gruppo. Proprio per queste ragioni stiamo continuando, con il sostegno di tutti i soggetti istituzionali, in primis il Comune di Patrica, ad insistere con la nostra richiesta. Dal canto suo la Regione ha garantito che in caso di vendita metterà a disposizione tutti gli strumenti che ha a disposizione per favorire il nuovo proprietario (Bonus occupazionale, sostegno alla formazione e riqualificazione dei lavoratori, ecc.), ma che fino alla data di definizione e vendita del sito ciociaro non può valutare strumenti straordinari si sostegno al reddito. Questo non rappresenta una chiusura o un diniego all’accettazione della proposta, ma la stessa non potrà essere valutata fino a che l’intero iter non verrà concluso. Il prossimo 30 giugno potranno finalmente essere ufficializzati non solo i nomi, ma le cordate con i relativi piani industriali, pertanto abbiamo ribadito che dal nostro punto di vista prima di eventuali assegnazioni è necessario aprire una discussione con il sindacato oltre a trovare il modo di tenere aperto un confronto sulla nostra provincia e sul comparto industriale, che in questi anni ha vissuto numerose vertenze e che, per importanza, deve essere affrontato con una strategia complessiva sull’intero settore».

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