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“Certi giornalisti al servizio di alcuni interessi anziché dell’informazione”. Frusone (M5S) interviene sulla Raggi e l’impianto di Colfelice

«Apprendo con grande stupore che i sindaci e alcuni giornalisti si sono accorti soltanto in questi giorni che all’impianto TMB di Colfelice arrivano i rifiuti da Roma. Strano, perché la Società Ambiente Frosinone (SAF) ha tra i soci proprio i sindaci della provincia e nessuno si è mai lamentato, eccetto qualche raro caso, delle migliaia di tonnellate di rifiuti che arrivavano. Potevano opporsi, potevano farlo diverso tempo fa, invece no, forse perché il guadagno è troppo grande, si parla di un bilancio in attivo della SAF di 4 milioni di euro, o forse perché poi non avrebbero potuto soddisfare gli interessi di Acea Spa, proprietaria dell’inceneritore di San Vittore e per il quale la SAF produce CDR (combustibile da rifiuto) o forse perché non avrebbero potuto incrementare gli affari di Lozza che gestisce la MAD, discarica di Roccasecca. La verità è che tutto si sta sollevando perché ora a Roma c’è un sindaco 5 Stelle e quale capro espiatorio migliore per tutto lo schifo perpetrato in questi anni potevano trovare, se non il neo sindaco Virginia Raggi? Ma adesso è arrivato il momento di dire come stanno le cose e smetterla di strumentalizzare in modo vergognoso una situazione che certamente non è stata creata dal M5S». A dichiararlo è il deputato 5 Stelle Luca Frusone, che continua: «Si parla sui giornali di 3.000 tonnellate che dovrebbero arrivare da Roma, ciò che non si dice è che già a maggio di quest’anno, cioè quando la Raggi non era sindaco, il presidente Vicano scrive sulla relazione di gestione che gli avevano già chiesto di trattare i rifiuti di Roma fino al 2017. Perché nessun sindaco ha detto una parola su quella relazione? Quello che stranamente si omette è che è dal 2013 che la SAF tratta i rifiuti di Roma e che solo nel 2014 ha trattato oltre 54 mila tonnellate. Quindi, se fosse confermato questo dato, la Raggi avrebbe ridotto i rifiuti da Roma di oltre il 94%, ma la politica non si fa con questi numeri da bar. La situazione dei rifiuti a Roma e in tutta la regione Lazio è agghiacciante e se si vogliono cambiare le cose bisogna rimboccarsi le maniche e procedere con una pianificazione reale che parta dal piano rifiuti regionale fino ad arrivare nei Comuni. La Raggi si è insediata da poco e già ha potuto costatare l’inadeguatezza degli impianti di TMB di Roma e sicuramente non è nelle sue intenzioni far sì che i rifiuti della Capitale arrivino fino alla nostra provincia. Ma si sta adoperando per compiere una netta riduzione di questi. Ora che alcune persone, più al servizio di alcuni interessi che dell’informazione, raccontino le cose a metà ai cittadini di questo territorio ci siamo abituati, ma le persone non sono stupide, non staranno dietro a questi falsi sensazionalismi da prima pagina e sono sicuro che il tempo ci darà ragione».
E conclude: «Il business dei rifiuti è un affare molto grande da sempre avallato da tutti i sindaci, tranne sporadiche prese di posizione. Se vogliono veramente opporsi a questo business allora aumentassero la differenziata e diminuissero i costi per i cittadini, ma così affamerebbero inceneritori e discariche, come li affamerebbero se dicessero di no ai rifiuti di Roma, anche perché nessuno glielo impone».

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