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La mancata riconoscenza verso i tifosi e Stirpe. Che disse: “A Frosinone ci si sta con il cuore”

«A Frosinone ci si sta innanzitutto con il cuore, poi ci si sta con la testa e poi bisogna fare bene alla stessa stregua delle altre piazze. Perché Frosinone non è seconda a nessuno e non è la ruota di scorta di nessuno». Quando il presidente Maurizio Stirpe pronunciò queste parole – era il giorno della presentazione di Marino – molti intuirono che il messaggio non avesse come destinatario solo l’ex allenatore della Primavera Coppitelli. Chi conosce Stirpe e il suo linguaggio sa che dietro queste frasi c’era un “avvertimento” anche per altri soggetti, nella fattispecie alcuni giocatori della rosa giallazzurra.
Blanchard è stato il primo a rompere gli indugi e ad uscire allo scoperto. Siamo pronti a scommettere che nelle prossime settimane qualcun altro lo seguirà: nello spogliatoio del Frosinone il difensore centrale non è il solo ad essere convinto di meritare una piazza e una categoria più importanti del Frosinone e della Serie B.
I fatti, però, hanno dato torto alla squadra. A parte qualche rara eccezione, i calciatori giallazzurri hanno dimostrato di non avere i mezzi tecnici per poter figurare in Serie A: dopo gli applausi di fine stagione, è bene che qualcuno glielo faccia finalmente notare. Gli applausi appunto, quelli riservati ad una squadra che si è battuta con onore ma che ha pure “regalato” al suo pubblico – come sottolineato dallo stesso Stirpe in una precedente conferenza stampa – 23 sconfitte e 76 gol subiti. Questo gruppo aveva ed ha un debito di riconoscenza verso la gente: qualcuno ha già pensato di non doverlo onorare. (Gabriele Margani)

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