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Oltre 150 tonnellate di amianto negli edifici della provincia di Frosinone, ne ha parlato Legambiente

Lo scorso 1 luglio, presso la Sala Conferenze dell’Abbazia di Casamari, si è svolto il convegno organizzato dal circolo Legambiente Lamasena dal titolo “A come amianto… A come asbestosi”.
Con questo appuntamento ci si è posti l’obiettivo di tracciare lo stato dell’arte sul problema amianto per quanto riguarda la prevenzione sanitaria, la tutela della salute, lo stato delle bonifiche e dello smaltimento, l’informazione, il monitoraggio ed il controllo.
Il presidente del circolo Legambiente Lamasena, Remo Cinelli, ha introdotto i lavori ricordando l’incredibile numero di morti a causa dell’esposizione a questo minerale e le enormi quantità ancora presenti sul nostro territorio. Ha, quindi, presentato i relatori spiegando che sarebbe stata illustrata l’attività della Regione sul fronte normativo, del servizio sanitario e dell’Asl sul piano della prevenzione e dell’assistenza ai malati, dell’Arma dei Carabinieri in materia di prevenzione dei reati connessi alla gestione dei rifiuti e delle associazioni Legambiente e Lilt in materia di comunicazione ai cittadini.
L’onorevole Cristiana Avenali, promotrice della legge 93 del 2013 sul tema, ha innanzitutto evidenziato come sia urgente e necessario approvare una legge regionale sull’amianto, che manca da 24 anni e cioè da quando la legge nazionale stabilì che le Regioni sarebbero dovute intervenire e legiferare. La proposta di legge in discussione affronta il tema in modo sinergico e completo: prevede, infatti, il completamento della mappatura e della bonifica, la sorveglianza e la prevenzione sanitaria per esposti, ex esposti e potenzialmente esposti, le norme per lo smaltimento di piccole quantità sotto l’egida comunale ed un piano regionale per le opere complesse, formazione ed informazione per Asl, operatori ed imprese e sportelli amianto per i cittadini.
Fulvio Cavariani, direttore del Centro Riferimento Amianto della Regione Lazio, ha discusso ed analizzato i primi dati sul censimento della presenza di amianto nella regione, condotto in una prima fase mediante l’invio di un questionario relativo agli edifici pubblici o aperti al pubblico ed in una seconda fase con l’utilizzo delle tecniche di rilevamento aerofotografico o satellitare, in considerazione del fatto che circa l’80-90% dell’amianto è contenuto nelle coperture in cosiddetto cemento/amianto. Nella sola provincia di Frosinone sono stati, quindi, individuati 76 edifici con presenza di amianto per un totale di oltre 150 tonnellate di materiale compatto e di circa una tonnellata di materiale friabile. Relativamente agli edifici scolastici, nella nostra provincia ne sono stati individuati 3 con presenza di amianto, fortunatamente in aree generalmente non accessibili agli studenti. Con la seconda fase del censimento si è arrivati finora a coprire, essenzialmente per mancanza di fondi, solo il 12% del territorio regionale: nella provincia di Frosinone sono stati analizzati 175 chilometri quadri, con individuazione di 540 coperture in cemento/amianto per un totale di circa 400.000 metri quadrati. Nell’intera regione sono stati individuate circa 80.000 tonnellate di coperture: se si estende questo valore, relativo al solo 12% del territorio, all’intera regione si ottiene un valore di circa 700.000 tonnellate. Considerando poi che la presenza di amianto nelle coperture rappresenta circa l’80-90% del totale, si può stimare una presenza di amianto nella nostra regione pari a un milione di tonnellate. Nel periodo 2004-2015, per quanto riguarda le attività di bonifica, sono state rimosse mediamente 12.500 tonnellate di amianto/anno nell’intera regione: se questo valore non verrà considerevolmente aumentato, per la completa bonifica occorreranno circa 80 anni.
Al convegno sono intervenuti, inoltre, la dottoressa Elisa Romeo del Dipartimento di Epidemiologia della Asl Roma 1, la dottoressa Rosa Ferri, responsabile del progetto amianto della Asl di Frosinone, il dottor Norberto Venturi, presidente della Lega Italiana Lotta ai Tumori di Frosinone, il capitano Marco Cavallo, comandante del Nucleo operativo dell’Arma dei Carabinieri di Roma, e il dottor Giorgio Zampetti, responsabile scientifico nazionale di Legambiente.

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