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Acea, l’acqua di utenze domestiche a Frosinone costa il doppio di Roma

Venerdì 2 settembre si riunirà presso il Palazzo della Provincia di Frosinone l’Assemblea dei Sindaci dell’Ato5 per deliberare in extremis la fissazione della tariffa idrica 2016 dell’acqua della provincia di Frosinone gestita da Acea Ato5. «Si spera che si arrivi a porre rimedio alla sperequazione esistente sia nelle tariffe che negli scaglioni tariffari. Questa associazione porta a conoscenza di tutti gli utenti, dei sindaci e di quanti operano e deliberano nella gestione del servizio idrico della nostra provincia le tariffe dell’anno 2016 applicate alle utenze domestiche dall’Ato2 di Roma e dall’Ato5 di Frosinone», annuncia Maria Pia Datti, responsabile provinciale di Adiconsum. La tabella è quella di seguito riportata:

Acea
«Il prospetto – prosegue l’associazione di consumatori – evidenzia l’enorme differenza degli importi tariffari e degli scaglioni annuali:
– a Roma la fascia agevolata arriva a 92 mc;
– a Frosinone arriva solo a 30 mc.
La fascia base a Roma arriva a 184 mc, a Frosinone a 108 mc.
La prima eccedenza a Roma inizia da 184 mc, a Frosinone da 109.
La seconda eccedenza a Roma inizia da 276 a 368 mc, a Frosinone da 163 a 216 mc.
Di conseguenza a Roma si va in terza fascia oltre 368 mc, a Frosinone la terza fascia inizia da 216 mc.
Nella nostra provincia, nell’infinita storia Acea-Sto-Consulta-utenti, all’argomento degli scaglioni dei consumi non è stata mai prestata grande rilevanza; invece questi scaglioni insieme alle tariffe producono i maggiori costi delle nostre bollette.
Emerge che l’acqua a Frosinone rispetto a Roma costa in media circa più del doppio.
Ad esempio utente che consuma annualmente 368 mc:
– a Roma paga 723,11 euro (oltre Iva, ecc.);
– a Frosinone paga 1.557,23 euro (oltre Iva, ecc.)».
«Si rammenta a tutti i sindaci che nella determinazione delle tariffe il maggior valore è dato dagli investimenti effettuati dall’anno 2004 ad oggi – scrive ancora Adiconsum -. In tutto questo scenario ci risulta che gli investimenti di Acea, abbastanza pubblicizzati su buona parte della stampa ciociara, non sono stati altrettanto effettuati e controllati dagli 0rgani preposti a tale funzione; forse le tariffe dovrebbero essere applicate in percentuale degli investimenti fatti o non fatti e di tutti i disservizi che l’azienda ha arrecato agli utenti, vedasi accesso allo sportello di Acea di viale Roma ogni mattina stracolmo. Si chiede ai sindaci di essere compatti nelle decisioni, al di là del colore di appartenenza, perché Acea ha un contratto da rispettare e gli utenti sono stressati dal comportamento di Acea, ma soprattutto per la perdita della fiducia nei confronti della stessa, che non ha saputo creare un rapporto sereno con gli utenti. In tutti questi anni non è stato possibile neppure instituire sul nostro territorio la conciliazione paritetica, che avrebbe potuto aiutare spesso gli utenti nella risoluzione dei loro problemi. Si invitano caldamente tutti i sindaci a voler tenere a cuore i loro cittadini che in questi ultimi tempi al solo sentire che dovranno pagare ancora altri circa 140 milioni di euro, oltre i 75 milioni che stanno pagando, sono spaventatissimi ed accedono ai nostri sportelli in continuazione per avere informazioni ed assistenza».

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