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Scuola De Luca, il dirigente Fontana risponde a Ottaviani: “Non chiudo il plesso, ma la preoccupazione delle famiglie merita rispetto”

«In merito al comunicato stampa diffuso dal sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, preciso che il primo cittadino ha erroneamente interpretato il mio dispositivo in merito alla situazione del plesso De Luca. Tale provvedimento, infatti, non prevede la chiusura del plesso ma la riorganizzazione del servizio per la scuola primaria e il differimento dell’infanzia. Tale riorganizzazione è motivata dall’attesa della documentazione inerente la sicurezza del plesso De Luca che a tutt’oggi l’ente locale non ha prodotto. Il provvedimento di chiusura eventuale del plesso, infatti, come è noto, risiede in una ordinanza che solo il primo cittadino può emanare nel caso in cui non si ravvisino le ragioni di sicurezza». E’ il comunicato del dirigente della scuola “Ignazio De Luca”, Monica Fontana, in risposta alla nota del sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani.
«Lo stabile è stato interessato nel 2009 da importanti lesioni a seguito del terremoto dell’Aquila che hanno prodotto un’interdizione di un’ala e il puntellamento di una porzione dello stabile stesso – prosegue la professoressa Fontana -. La documentazione richiesta già dal 1 settembre 2014 non è mai pervenuta alla scrivente, la quale nel periodo intercorso ha messo in atto numerose azioni per la tutela degli utenti del plesso cercando di concertare con l’ente locale soluzioni atte a risolvere la questione. Per la cronaca siamo ancora in attesa degli esiti di un sopralluogo avvenuto nel novembre 2015 che ha visto la presenza al plesso del sindaco, dell’assessore ai Lavori Pubblici e di numerosi tecnici del Comune. A seguito del terremoto di Amatrice è stato richiesto un ulteriore sopralluogo dei tecnici dell’amministrazione e dei Vigili del Fuoco che si sono svolti negli ultimi due giorni. Ritengo che gli atti dovuti del dirigente scolastico in merito alla sicurezza dello stabile siano rafforzati dalla preoccupazione manifestata da molti genitori che all’indomani del sisma hanno scritto all’istituzione scolastica per avere conto delle condizioni del plesso frequentato da bambini con età compresa tra i 3 e i 10 anni. Sottolineo che la preoccupazione delle famiglie debba avere rispetto e considerazione anche a seguito delle tragiche conseguenze del sisma che ha colpito il centro Italia. Il conflitto istituzionale in ogni caso non aiuta a stemperare l’allarme generatosi nelle famiglie che bisogna in ogni caso rassicurare. Nel rispetto dei ruoli istituzionali ricordo che l’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di legalità, efficacia, imparzialità  e trasparenza».

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