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Stirpe indica la ricetta per rilanciare il calcio: “Serie A a 18 squadre e Serie B a 20”

«Il presidente Abodi ha avuto il merito di stabilizzare e accrescere i risultati che derivano da questo format». Parole di Maurizio Stirpe, presidente del Frosinone e di Confindustria Lazio. Parole rilasciate al Corriere dello Sport all’interno di un’intervista, realizzata da Tullio Calzone, che oltre a riconoscere il maggior numero di risorse che il presidente della Lega B insieme alla sua struttura ha portato in termini di diritti tv, marketing associativo, ma anche di immagine e presenze allo stadio, evidenzia anche altre necessità impellenti per il sistema calcio, dall’opportunità di una maggiore coesione tra le leghe a un cuscino protettivo da realizzare attraverso una più consistente mutualità per Serie B e Lega Pro, fino all’esigenza di una riforma dei campionati, che ha visto un primo passo ufficiale in Consiglio federale ma che la Lega B chiede a gran voce fin dal 2010.
«Io credo – dice Stirpe – che abbiamo la necessità di avere risorse aggiuntive per sostenerci e ritengo improcrastinabile la riforma di tutti i campionati professionistici e tornare a due Leghe con A e B insieme. E’ l’unica risposta possibile alla penuria di risorse. Ci sono troppi club professionisti, il sistema non regge». Il numero uno del Frosinone, quindi, spiega che questo obiettivo è possibile raggiungerlo con una A a 18 squadre, una B a 20 e una Lega Pro con due gironi da 20 squadre «e con un forte meccanismo di selettività all’ingresso. La governance di una società di calcio deve essere trasparente e sostenibile».

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