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“Tocco con il braccio involontario”. Il giudice sportivo assolve Gori e il Frosinone

Il Giudice Sportivo ha respinto il reclamo presentato dal Procuratore federale in merito all’episodio che ha visto protagonista Gori nell’area giallazzurra in occasione del derby vinto dal Frosinone sabato scorso.
Sul comunicato si può leggere: «Il Giudice Sportivo, ricevuta dal Procuratore federale rituale e tempestiva segnalazione circa la condotta tenuta al 2′ del secondo tempo dal calciatore Mirko Gori, acquisite ed esaminate le relative immagini televisive (Sky), di piena garanzia tecnica e documentale, osserva: nelle circostanze segnalate il calciatore nerazzurro procedeva palla al piede all’interno dell’area di rigore frusinate allorché veniva affrontato nell’azione dal calciatore della squadra avversaria che, a seguito del contrasto, cadeva a terra nel momento in cui il calciatore del Latina calciava il pallone verso la porta colpendo il braccio del calciatore Gori. Ritiene questo Giudice che il comportamento del Gori non possa ritenersi in alcun modo volontario perché causato dalla perdita di equilibrio dovuta al contrasto di giuoco. Inoltre, come evidenziano chiaramente le immagini televisive, alle spalle del calciatore Gori è perfettamente posizionato il portiere gialloblu, che sarebbe potuto intervenire non rappresentando conseguentemente l’azione di giuoco in questione una chiara occasione da rete. Peraltro, interpellato l’arbitro, su richiesta di questo Ufficio, lo stesso dichiarava: “In merito all’episodio avvenuto al 2′ del secondo tempo dichiaro di aver visto nella sua totalità e valutato e giudicato involontario il fallo del giocatore n. 5 del Frosinone (Gori)”. Pertanto il comportamento di Gori è stato visto dall’arbitro, che si trovava in una posizione ottimale (come attestato dalle immagini televisive), e giudicato con una valutazione insindacabile nel merito da questo Giudice. Per questi motivi delibera di dichiarare inammissibile la richiesta formulata dal Procuratore federale di cui alla premessa, essendo carente ogni condizione di ammissibilità».

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