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67 anni in due, nel centrocampo giallazzurro comanda l’esperienza di Frara e Sammarco

Uno ha compiuto 33 anni a marzo, l’altro ne farà 34 a novembre. Uno ha giocato per tanti anni in Serie A, l’altro tiene per mano il Frosinone ormai da tempo indossando la fascia di capitano. Uno è Paolo Sammarco, l’altro si chiama Alessandro Frara.
Marino ha affidato a questi due ragazzi il comando delle operazioni contro la Spal e il Cesena. Per due partite consecutive, in soli cinque giorni, Frara e Sammarco hanno messo in campo tutta loro esperienza al servizio della squadra, dimostrando che il dato anagrafico non ha scalfito minimamente la loro carica agonistica. Alessandro e Paolo rappresentano quei punti di riferimento ai quali Marino si sta affidando ciecamente, sia dentro che fuori dal campo. E la leadership dei due sta contribuendo a spingere in alto il Leone.
Frara è il capitano del Frosinone dal 2013, quando già da due anni indossava con onore la maglia giallazzurra. Con i tifosi del Leone si è creato immediatamente un feeling speciale, fino a quel 7 giugno 2014 quando Alessandro mise il suo sigillo sulla finale dei play-off contro il Lecce e regalò al mondo del calcio una delle immagini più emozionanti: abbracciato dai compagni e in lacrime, il capitano dedicò il gol al papà Gianni scomparso pochi mesi prima. Da quel momento i tifosi hanno amato, se possibile ancor di più, un ottimo calciatore e un uomo straordinario.
Sammarco non ha fatto in tempo a vivere quell’indimenticabile stagione di Lega Pro, però era presente quando il Frosinone è stato promosso per la prima volta nella sua storia in Serie A. E nel massimo campionato, in una stagione complicatissima per il gap tecnico nei confronti degli avversari, Paolo è stato il giocatore che ha cercato di dare personalità ed esperienza a un gruppo di calciatori perlopiù esordienti nella categoria. Alla fine Sammarco è stato uno dei giallazzurri a ben figurare in A e adesso si sta ripetendo in Serie B con addosso una maglia fissa da titolare. E il Frosinone si gode questi due calciatori che sembrano aver dimenticato la carta d’identità. (Gabriele Margani)

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