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A Rocca d’Arce un incontro su come valorizzare i territori

Sabato 22 ottobre a Rocca d’Arce avrà luogo il convegno dal titolo “GAL chiama Europa: network e governance come fattori di sviluppo sociale ed economico”. Alla presenza di alcune personalità tra cui la senatrice Maria Spilabotte, il presidente di Copagri Franco Verrascina e i consiglieri regionali Daniela Bianchi e Mario Abbruzzese, si parlerà del ruolo chiave dei gruppi di azione locale, organismi multisettoriali (enti pubblici, privati, associazioni di categoria) che hanno il compito di sviluppare, attraverso i finanziamenti del PSR, strategie, condensate nei Piani di Sviluppo Locale, e progetti condivisi e tagliati sulle caratteristiche e le esigenze di areali costituiti su base volontaria dai comuni.
Lo spunto di riflessione intende stimolare un dibattito allargato  sul seguente quesito: si può riconoscere al GAL il ruolo di “pivot territoriale” nell’ambito di strategie di sviluppo locale innovative, inclusive e orientate a valorizzare al meglio il contributo di tutti i cittadini alla formulazione di tali strategie?
Una siffatta riflessione si impone anche a seguito di dinamiche che derivano, in parte, dall’iter di riforma dell’ordinamento istituzionale – segnatamente dalla cosiddetta Legge Delrio – e, in parte, dal sempre più evidente profilo dualistico del sistema economico laziale, in cui operatori economici e cittadini che gravitano nell’economia romana, intesa come economia della città di Roma e della sua prima cintura, hanno ben altre dotazioni e possibilità che non quelli che risiedono nel resto della regione.
I divari di sviluppo tra economia romana ed aree interne o palesemente periferiche, quali quelle della dorsale appenninica, peraltro, rischiano di acuirsi ulteriormente sia a seguito dell’attuazione della legge Delrio, in quanto l’istituzione della Città Metropolitana di Roma, inevitabilmente, rafforzerà ancora di più la centralità economica e politica di Roma Capitale, sia a seguito dell’impostazione generale delle politiche di sviluppo della regione, politiche che sembrano ben poco attente ai problemi e ai fabbisogni di aree interne e aree periferiche.
Infine, sembra alquanto debole la riflessione su quale debba essere il giusto mix di interventi per le “aree urbane” e per le “aree rurali” in una prospettiva di equilibri politici e territoriali sistemica.
Questo breve contributo ha il solo obiettivo di presentare il percorso di ricerca avviato a seguito di riflessioni ed esperienze accumulate durante la fase di costruzione del Gal Terre di Argil, per cui si rinvia a un approfondimento che potrà giovarsi anche delle considerazioni venute alla luce durante il convegno del 22 ottobre.

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