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Approvata la legge contro il caporalato, la Flai Cgil: “Così combatteremo un fenomeno presente nelle campagne di Latina e Frosinone”

Ieri è stata approvata la legge sulla lotta al caporalato. Una legge che introduce la sanzionabilità del datore di lavoro oltre che del caporale, l’arresto obbligatorio in flagranza di reato, il rafforzamento dell’istituto della confisca, l’estensione alle vittime del caporalato delle provvidenze del Fondo anti-tratta, il potenziamento della Rete del lavoro agricolo di qualità. Fortemente voluta dalla Cgil e dalla Flai, è stata però ottenuta a prezzo di dure battaglie, di morti e di centinaia se non migliaia di uomini e donne ridotti in condizioni di vera e propria schiavitù.
«La Flai Cgil di Latina e Frosinone – dice il segretario Stefano Morea – è da sempre impegnata in questa lotta. Da anni denunciamo che nelle nostre campagne ci sono centinaia, migliaia di lavoratrici e lavoratori, persone sottoposte a soprusi e al ricatto di caporali senza scrupoli. Conosciamo le meccaniche e le connivenze ed è proprio da questa nostra conoscenza, dal lavoro quotidiano fatto accanto ai lavoratori, che siamo arrivati a costruire un percorso importante. Infatti, dopo Nardò e Castel Volturno, anche a Latina si è tenuta un’iniziativa importante. Allo sciopero indetto ad aprile dalla Flai Cgil hanno aderito 2.000 lavoratori, appartenenti prevalentemente alla comunità indiana insistente nell’Agro Pontino. Superando timori, pronti a rivendicare i propri diritti, i lavoratori hanno riempito piazza della Libertà in una manifestazione pacifica e colorata che è stata certamente un altro tassello per ottenere la svolta decisiva che ha portato alla legge».
Continua ancora il segretario: «E’ una buona legge, una legge con la L maiuscola, con la quale si vuole tutelare un’agricoltura e un lavoro di qualità. Inoltre, l’aspetto più inquietante, quello legato all’assenza di chiarezza e puntualità legislativa, è stato finalmente superato. Certamente c’è ancora tanto lavoro da fare, ma questa è la direzione giusta, quella per cui da anni lavoriamo al fianco dei lavoratori e del loro diritto a lavorare nella legalità. Auspichiamo ora che ognuno faccia la propria parte, che ognuno sia richiamato alle proprie responsabilità affinché, accanto alle pene severe, vi siano anche rigorosi controlli. Perché è solo in questo modo che si arriverà all’emersione di quel sommerso di illegalità che, peraltro, crea solo danni e concorrenza sleale alle imprese regolari. Imprese che esistono nel nostro territorio e che hanno già intrapreso un percorso di trasparenza e legalità. Tutto ciò può solo fare del bene al nostro territorio, guardando ad un futuro migliore per l’ambiente e ad un’economia più sana».

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