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Eppure vogliamo continuare a credere a questo Frosinone, purché si ritrovino stimoli e umiltà

Se qualcuno si aspetta di leggere un duro attacco contro tutto e tutti, probabilmente rimarrà deluso. Su queste pagine abbiamo sempre cercato di essere costruttivi, mai distruttivi. Se il Frosinone è in difficoltà proviamo a tendergli una mano, non ad affossarlo definitivamente. Affermare il contrario vuol dire essere in malafede.
Fatta questa premessa, diciamo allora che crediamo ancora nel Frosinone. Anzi, crediamo al fatto che il Frosinone non si sia smarrito del tutto e che quello attuale sia solo il frutto di un fisiologico periodo di “assestamento” dopo la retrocessione dalla Serie A. Qualcuno ricorda i difficili mesi vissuti da Carlo Sabatini sulla panchina giallazzurra all’indomani del ritorno in Lega Pro dopo cinque anni di Serie B? Furono giorni complicatissimi quelli, perché ripartire dopo una retrocessione non è mai facile, anche se questa volta è stato meno traumatico rispetto al 2011. Un ciclo vincente non può ricominciare immediatamente dopo che se ne sia chiuso un altro. Occorre tempo e pazienza. Il Frosinone li ha? Si, con l’aiuto di tutti ha sia il tempo che la pazienza.
A patto, però, che tutti – e sottolineiamo tutti – ritrovino umiltà e determinazione. I recenti successi del Leone sono stati il frutto di questi due fattori, oltre ovviamente che dei sacrifici e delle capacità del presidente Stirpe. Tra società, staff tecnico e squadra è lui l’unico vero fuoriclasse presente nel Frosinone: gli altri sono stati semplicemente molto fortunati ad incontrarlo. Anche questo è bene che lo si capisca per far sì che il Leone torni a ruggire. (Gabriele Margani)

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