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Intensità agonistica e palla a terra, Marino ha trovato il suo Frosinone

«Il Frosinone aveva guadagnato la Serie A e sfiorato poi la salvezza con un calcio fatto di palle lunghe, difesa e contropiede. Qui hanno voluto Marino per modificare la mentalità e costruire un progetto di gioco diverso. Stiamo cercando di inculcare questa mentalità più incline a giocar palla, ma ci sono resistenze da vincere nate dalle vecchie abitudini». Era stato Massimo Mezzini, allenatore in seconda di Pasquale Marino, a confermare in un’intervista rilasciata a Il Resto del Carlino le difficoltà incontrate in questo inizio di stagione dal nuovo staff tecnico nel trasmettere alla squadra una nuova filosofia di gioco. Da Stellone a Marino il cambiamento è stato netto, senza denigrare il lavoro di Roberto che ha avuto il grandissimo merito di creare un gruppo solidissimo.
Palla a terra, gioco sulle fasce e intensità agonistica: questi sono alcuni dei punti principali dell’idea di calcio che Marino ha portato con sé a Frosinone. E con il passare del tempo va piacevolmente riconosciuto che l’allenatore sta riuscendo nell’impresa di creare una squadra proprio come piace a lui. Va pure detto, e questo lo ha riconosciuto lo stesso Marino proprio alla vigilia della partita contro la Spal, che rispetto alle prime partite c’è stato un accorgimento tattico: non più due esterni a sostegno del centravanti, ma due punte molto vicine tra loro. E’ bastata solo questa mossa per vedere un Frosinone vittorioso in tre delle ultime quattro partite? Assolutamente no. Il gruppo ci sta mettendo del suo, iniziando a fidarsi e ad affidarsi a un allenatore scelto per far tornare grande il Leone. (Gabriele Margani)

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