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Stipendi non pagati all’Agenzia Frosinone Formazione, i dipendenti mettono in mora la Provincia

«Nonostante i proclami e le rassicurazioni avute dalla Regione e dalla Provincia circa il riassetto organizzativo dell’Agenzia Provinciale Frosinone Formazione, registriamo che nulla trapela dall’amministrazione provinciale circa la tempistica di pagamento delle spettanze arretrate e che si è ormai giunti alla terza mensilità non saldata. Rappresentiamo, inoltre, la nostra preoccupazione per un futuro sempre più incerto». Lo scrivono in una lettera aperta i lavoratori dell’Agenzia Provinciale Frosinone Formazione.
«A nulla sono valse le rimostranze delle R.S.U. di categoria e delle OO.SS. regionali e provinciali che ormai da anni chiedono un regolare e puntuale pagamento degli stipendi – prosegue la lettera -. In considerazione di ciò ci vediamo costretti a rivalerci sull’Agenzia e sull’amministrazione provinciale stessa per i danni morali e materiali arrecati non solo a noi dipendenti, ma anche alle nostre famiglie, con la messa in mora di entrambi gli Enti per le numerose ed evidenti irregolarità, come ad esempio: i tempi di pagamento delle spettanze, quelle relative alla richiesta di rimborso del prelievo sulle buste paga dei contributi a carico del dipendente, ecc.».
«Il continuo rimpallo di responsabilità circa il saldo delle spettanze e il costante ritardo con il quale i vertici dell’Agenzia e dell’amministrazione provinciale si accingono a dare il via alle solite artificiose procedure che, di norma, dovrebbero essere ricorrenti e, quindi, a cadenza mensile, come l’erogazione delle somme necessarie, colpisce profondamente sia direttamente i lavoratori che lo svolgimento delle normali attività didattiche».
«I dipendenti dell’Agenzia concordano che, probabilmente, nessuno dei signori preposti alla gestione della Formazione abbia mai avuto la “fortuna” di ricevere le proprie spettanze con anche 4 mesi di ritardo, trovandosi così nell’impossibilità di condurre una vita decorosa, patendo difficoltà anche nell’acquisto di generi di prima di necessità e, nei casi più “fortunati”, a non potere proseguire cure e terapie mediche indispensabili».
«Inoltre, dal loro insediamento, i componenti del Collegio dei liquidatori, più volte sollecitati, non hanno mai ritenuto opportuno indire un incontro con i lavoratori per dare chiarimenti circa le linee programmatiche da adottare o anche solo per presentarsi – continua la lettera -. Si evidenzia, inoltre, che ad oggi esiste una vera e propria situazione conflittuale di potere e competenze tra il direttore generale e il nominato Collegio di liquidatori, i quali impartiscono verbalmente ai dipendenti disposizioni che sono palesemente in contrasto tra loro: tale situazione sta comportando spiacevoli ed incresciosi equivoci in merito alla mancanza di chiarezza di procedure amministrative da adottare per la regolare gestione dell’Ente».
«I lavoratori chiedono, quindi, all’amministrazione provinciale che vengano immediatamente poste in essere tutte le misure idonee al superamento della problematica  rappresentata. Inoltre, invitano il presidente e l’intero Consiglio provinciale ad assumere tutte le iniziative necessarie nei confronti della Regione Lazio affinché l’esercizio della delega delle funzioni trovi idonea copertura finanziaria, attraverso un finanziamento regionale che garantisca la totale copertura delle spese necessarie al regolare funzionamento dell’Agenzia nel rispetto di tutte le normative vigenti, comprese quelle inerenti la sicurezza sui luoghi di lavoro e quelle relative alla garanzia di un servizio qualitativamente efficiente nei confronti degli allievi».
«I lavoratori, pertanto, invitano il presidente e l’intero Consiglio provinciale a non stipulare nessuna convenzione con la Regione Lazio per la gestione delle attività relative all’annualità 2016/2017 e per il futuro, senza che la Regione stessa preventivamente abbia garantito la totale copertura finanziaria necessaria, nonché il mantenimento dei livelli occupazionali e la tutela di tutte le risorse umane», conclude la lettera aperta.

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