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Terremoti, i geologi del Lazio: “Ciociaria ad alto rischio”

Il terremoto, che il 24 agosto scorso ha colpito i comuni del centro Italia causando danni, morti e feriti, ha riacceso i riflettori mediatici sulla necessità di implementare la prevenzione del rischio sismico nel nostro Paese. L’Ordine dei Geologi del Lazio da tempo sensibilizza istituzioni e popolazione sulla questione terremoto, promuovendo iniziative e tavole rotonde su un tema quanto mai delicato. In questo quadro, dunque, si inserisce il convegno “Rischio sismico nel Lazio meridionale: nuove conoscenze e azioni di mitigazione”, organizzato dall’ente guidato dal presidente Roberto Troncarelli, in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri di Frosinone e con l’Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale, che si svolgerà domani 7 ottobre, a partire dalle 9:30, presso l’Aula “2S1” dell’Area di Ingegneria dell’Università di Cassino.
«In un Paese come il nostro, in cui la pubblica amministrazione è ancora troppo impegnata ad affrontare le emergenze del momento con soluzioni tampone piuttosto che a mettere nero su bianco misure atte alla prevenzione, con costi sociali abnormi – sottolinea il presidente Troncarelli -, iniziative come quella programmata per il 7 ottobre a Cassino, oltre a formare i nostri professionisti, rappresentano l’occasione propizia per sensibilizzare politica locale e popolazione alla mitigazione del pericolo sismico».
Ed è molto significativo che il convegno sia stato organizzato proprio in terra ciociara. «E’ bene ricordarlo: il Frusinate è un territorio decisamente ad alto rischio – conferma Roberto Troncarelli -. E non è un caso che il comune più a rischio sismico del Lazio sia ciociaro: quello di Vallerotonda. Senza considerare che insistono altri paesi come San Biagio Saracinisco, Acquafondata, Picinisco, Settefrati, San Donato Val di Comino e Viticuso, che presentano un’accelerazione di gravità – valore che indica la pericolosità sismica – più elevato di quella di Accumoli e Amatrice, i due comuni devastati dal sisma del 24 agosto. Dati da non sottovalutare e che impongono di affrontare la materia in maniera condivisa e partecipata».
Il convegno “Rischio sismico nel Lazio meridionale: nuove conoscenze e azioni di mitigazione” sarà articolato in due sessioni: la prima inerente lo stato delle nuove conoscenze sulla pericolosità e la vulnerabilità sismica; la seconda verterà, invece, sulle azioni di mitigazione del rischio. La giornata si concluderà con una tavola rotonda sulle prospettive future per la mitigazione del rischio sismico.

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