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Che fine hanno fatto le Olimpiadi di Ottaviani?

La boutade post ferragostana è finita nel dimenticatoio. Eppure lo scorso agosto Frosinone salì, suo malgrado, agli onori delle cronache nazionali per la trovata del suo sindaco, Nicola Ottaviani. «Se Roma rinuncia, noi siamo pronti ad organizzare le Olimpiadi», si lanciò con entusiasmo Ottaviani, catturando l’attenzione – e anche le ironie, va detto – di moltissime testate nazionali. Una provocazione all’avversario politico del Movimento 5 Stelle? Una battuta infelice? L’apertura della propria campagna elettorale? Forse tutto questo insieme. Di fatto il sindaco di Frosinone nei giorni seguenti continuò ad insistere, precisando che sarebbero state le Olimpiadi delle province. E a questo scopo organizzò anche una conferenza stampa con i primi cittadini di Latina, Viterbo e Rieti.
Eravamo, nel frattempo, arrivati a fine settembre. Per un mese, dunque, la “sparata” delle Olimpiadi aveva attirato l’interesse del circo mediatico anche al di fuori dei confini cittadini. E dopo di allora? Roma nel frattempo aveva rinunciato ufficialmente alla candidatura, il Coni ne ha preso atto con un certo disappunto e in corsa per ospitare i Giochi del 2024 sono rimaste Los Angeles, Parigi e Budapest. E Frosinone con le sue, ehm, avveniristiche infrastrutture? Niente, ha anch’essa ritirato la candidatura. La boutade è durata il tempo di una calda fine estate. (Gabriele Margani)

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