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Indennità del sindaco, a Pontecorvo volano gli stracci tra maggioranza e opposizione

Il teatrino della politica in scena a Pontecorvo. Scambio di accuse, l’ennesimo, tra la maggioranza e l’opposizione al Consiglio comunale sul tema dell’indennità del sindaco Anselmo Rotondo.
«Noi come minoranza siamo ormai abituati a doverci sostituire alla maggioranza – ha attaccato il capogruppo d’opposizione Riccardo Roscia -. Senza nostre sollecitazioni non si svolgerebbe neanche l’ordinaria amministrazione. Il sindaco Rotondo non solo non sta rinunciando allo stipendio come annunciato in campagna elettorale, tradendo dunque la fiducia dei cittadini e impostando la massima tariffa come indennità (3.098 euro), ma, non rispettando la legge, non aveva neanche applicato la decurtazione del 10% prevista. Più volte in Consiglio comunale avevo sollecitato il sindaco Rotondo al rispetto della legge, non ricevendo alcuna risposta. Ed ecco che la Corte dei Conti mi dà di nuovo ragione. Non sono mai stati accolti i miei inviti, compiendo un vero e proprio abuso che ora la Corte dei Conti ha provveduto a regolarizzare. Voglio far notare che questo è meramente l’aspetto contabile: ora mi attiverò al fine di verificare anche l’aspetto penale in quanto, nonostante il sindaco venisse più volte avvisato dal sottoscritto, continuava a commettere un abuso cosciente».
A stretto giro di posta è arrivata la replica del sindaco Rotondo: «Ancora una volta Riccardo Roscia ha perso una buona occasione per tacere. Prima sui profughi, ora sulla decurtazione del 10 per cento sull’indennità del sottoscritto e degli assessori. Ci vuole davvero poco per capire che le cose non stanno come dice lui: solo un po’ di attenzione alle date. Il capogruppo di minoranza Roscia nel comunicato stampa odierno riferisce che lui in data 1 luglio 2016 ha sollecitato la Corte dei Conti per verificare la decurtazione dall’indennità del 10% prevista per sindaco ed assessori dall’articolo 1 comma 54 della legge 266 del 2005. Ebbene è arrivato secondo, perché ben prima del 1 luglio 2016, il 1 giugno 2016, anche a seguito di pareri e dopo un attento studio degli uffici per la definizione normativa-giurisprudenziale, la Corte ha chiesto una relazione sull’applicazione della riduzione del 10%. Il sottoscritto in data 28 giugno, quindi prima del 1 luglio indicato da Roscia, ha risposto alla Corte dei Conti dicendo che le somme percepite in più sull’indennità saranno restituite, in regime di compensazione, cosa che mensilmente sta avvenendo. Per cui non ci siamo e non ci stiamo appropriando di nulla oltre la legge».

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