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Klopman, la Cisl chiede a Ministero e Regione di aprire un tavolo di confronto

«È evidente che, nonostante le rassicurazioni e le garanzie dichiarate sul futuro di questa importante azienda, esistono più idee, divergenti tra loro, e diverse visioni imprenditoriali. Tutto questo ci rafforza nella convinzione che i nostri esponenti sindacali attivi sul territorio hanno operato giustamente nel sollevare dubbi e perplessità sul futuro dello stabilimento e nel chiedere con forza di fare chiarezza sul piano industriale. Senza l’attenta azione della Femca Cisl non si sarebbero accesi i riflettori sulle prospettive di questa azienda». Lo scrive in una nota la Femca Cisl Lazio a proposito della vertenza Klopman.
«È giunto il momento per la Klopman di alzare il livello di discussione con le parti sociali per rendere reali e concrete tutte le rassicurazioni apparse in questi giorni sulla stampa dalle istituzioni, dalla politica e dagli stessi manager dell’azienda – prosegue il comunicato -. La Femca Cisl ha così deciso di inviare al Ministero dello Sviluppo Economico e all’assessore al Lavoro della Regione Lazio la richiesta di convocazione di un apposito tavolo di trattativa sindacale per discutere ed approfondire il piano industriale della Klopman in tutti i suoi aspetti occupazionali e produttivi».
Su questo tema il segretario generale della Femca Cisl Lazio Ulderico Marzioni ha affermato: «È preciso dovere di un sindacato serio, che vuole realmente tutelare i lavoratori, mettere in campo tutte le azioni necessarie per garantire il futuro produttivo della Klopman». Antonella Valeriani, segretario generale della Femca Cisl di Frosinone, guarda ai riflessi che la vicenda Klopman potrebbe avere sul territorio della provincia: «La Klopman è un punto di forza ed un insostituibile riferimento del tessuto industriale di Frosinone, con i suoi 450 lavoratori diretti e gli altri 700-800 occupati che operano nell’indotto. Tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali devono operare e cooperare positivamente per questa importante azienda e per aiutare lo sviluppo economico della nostra provincia già duramente provata dalle tante crisi industriali passate e presenti».

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