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Riflessioni alla casa circondariale di Frosinone, i detenuti hanno affrontato il tema della violenza sulle donne

Durante la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne anche in carcere, nella Casa Circondariale di Frosinone, si è parlato di amore, di rispetto e di gelosia.
L’iniziativa fa parte di un progetto più ampio che riguarda gli Istituti penitenziari di tutto il territorio nazionale, voluto dal DAP – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per muovere alla riflessione e alla consapevolezza del problema della violenza sulle donne.
Per l’occasione a Frosinone hanno partecipato, uniti dalla volontà di lanciare un messaggio di sensibilizzazione, l’Auser del frusinate, l’Associazione RitrovArti, alcuni membri dell’Associazione Idee in Movimento e dell’Associazione Gruppo Idee, gli operatori del carcere e un gruppo di detenuti che si sono cimentati nella recitazione.
L’evento, introdotto dalle parole della responsabile dell’area educativa Filomena Moscato, che ha ricordato ai presenti quanto questa giornata sia importante per ragionare assieme, ha permesso al pubblico di assistere ad un happening teatrale nel quale i detenuti hanno avuto modo di recitare con attori amatoriali, membri dell’Associazione RitrovArti. Le parole di Suor Rosalba hanno accompagnato i presenti permettendo loro di conoscere la storia vera di una giovane donna, inizialmente innamorata, che si è ritrovata ben presto ad essere vittima di un uomo violento, quello stesso uomo che credeva di amare, divisa tra la paura, il senso di inadeguatezza, la voglia di fuggire e la preoccupazione per i figli costretti ad assistere, giorno dopo giorno, a scene di grida e percosse, inermi contro la forza brutale di chi non mostra alcuna pietà. Gli attori riecheggiavano le parole comunicando e raccontando attraverso il corpo. Poche affermazioni sono state consumate sul palco, ma la più importante è stata gridata a gran voce al termine dello spettacolo: “LIBERTÀ!”, quella libertà che la protagonista è riuscita a trovare denunciando e fuggendo da una vita che non le apparteneva più.
Dopo lo spettacolo ha avuto inizio il dibattito, moderato con passione e professionalità dalla conduttrice televisiva Arianna Ciampoli e che ha visto intervenire, oltre agli organizzatori della mattinata, i detenuti e gli ospiti nel pubblico.
Sonia Sirizzotti e Anna Magliocchetti dell’Auser di Frosinone hanno evidenziato l’importanza della tematica affrontata e il rispetto dell’impegno preso di tornare nuovamente a far visita ai detenuti del carcere di Frosinone, raccontando, tra le altre cose, esperienze di donne e di uomini che cercano aiuto presso la loro associazione. A seguire il presidente Mario Ceccarelli, che si è detto emozionato, ha sollevato un problema culturale del quale la violenza sarebbe espressione, sottolineando l’importanza di un coinvolgimento da parte degli uomini. È intervenuta anche la psicologa Margherita Mattacola, che ha affermato la necessità di risalire alle cause di un disagio che si esprime attraverso la rabbia e la manifestazione di un senso di possesso non assimilabile all’amore.
A chiudere la giornata per il Gruppo Idee l’intervento dell’allenatore dei “Leoni di Frosinone”, squadra di calcio dell’Istituto, Antonio Colasanti, che ha reso noti i saluti della senatrice Spilabotte, sempre attenta alle problematiche del carcere, e la testimonianza di un detenuto che, parlando della figlia, ha spiegato con l’amorevolezza di un padre che il dialogo è l’elemento più importante.
I saluti e i ringraziamenti di Chiara Guerra, presidente dell’Associazione Idee in Movimento, alla Direzione, alla Polizia Penitenziaria, all’Area educativa e a tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata. Una mattinata in cui, grazie all’impegno dei partecipanti, c’è stata la possibilità di riflettere, discutere ed emozionarsi.

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