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Sanità, abolito il ticket regionale: una risonanza magnetica o una tac costeranno 15 euro in meno

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha annunciato oggi l’abolizione del ticket regionale dal 1 gennaio 2017. L’abolizione del ticket regionale porterà un risparmio totale di 20 milioni di euro per i cittadini.
Nel dettaglio, per una risonanza magnetica ed una tac il cittadino risparmierà 15 euro e se il costo attuale della prestazione è di 61,10 euro, dal 2017 sarà di 46,10 euro (ticket prestazione specialistica 36,10 euro, quota fissa 10 euro). Per una fisiokinesiterapia il costo attuale è di 51,10 euro, senza il ticket sanitario regionale ammonterà a 46,10 euro, mentre per una visita specialistica ambulatoriale e apa si passerà dai 50,10 euro a 46,10.
Zingaretti ha colto anche l’occasione per annunciare che sono risolti i nodi che portarono al commissariamento della sanità regionale: «Si entrò in commissariamento perché c’erano tra gli altri due dati drammatici: 1 miliardo e 900 milioni di euro di disavanzo l’anno e il Lazio era sotto il livello essenziale di assistenza. Questa combinazione, tra le altre cose, portò al commissariamento: oggi tutti e due questi elementi sono risolti ormai da due anni».
«Il disavanzo sanitario, la linea tendenziale alla quale puntiamo per il 2016 è 150-160 milioni di disavanzo e partiamo dagli 800 milioni del 2013 e i livelli essenziali di assistenza per il secondo anno consecutivo vedono il Lazio sopra la soglia minima indicata dai Lea (160 punti). Era questo l’altro grande dramma, avere i conti sfasciati e contemporaneamente bassi livelli di assistenza. Abbiamo lavorato – ha detto Zingaretti – per mettere a posto i conti e aumentare il livello di assistenza. Siamo già in una situazione per cui le Regioni oggi non sono commissariate e ora il confronto col Governo dovrà portarci ad individuare le forme per uscirne. Il decreto di oggi e di fatto lo sblocco del turno overdose sono elementi che ci fanno parlare di una Regione che sta uscendo dal commissariamento. La fase del commissariamento, almeno nelle sue parti più odiose, la stiamo lasciando alle spalle».

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