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Aveva ragione Marino, il Frosinone non è perfetto

La seconda parte del girone d’andata aveva forse illuso un po’ tutti. O meglio, aveva dato un entusiasmo che ha messo in parte in ombra i difetti di questo Frosinone. Eppure un campanello d’allarme era suonato già in occasione del tonfo interno con la Salernitana. «La nostra non è una squadra perfetta», aveva messo in chiaro Pasquale Marino appena poche ore fa, poco prima della partenza per Vercelli. E la partita con la Pro ha confermato che il Leone non è quella compagine imbattibile che probabilmente qualcuno pensava che fosse.
Sia chiaro, il Frosinone è e resta una formazione altamente competitiva, probabilmente quella con l’organico migliore dopo il Verona di tutta la Serie B. E la classifica dimostra la differenza tra i valori delle ventidue squadre del campionato. Però guai a pensare di poter maramaldeggiare fino a (ri)approdare in Serie A con facilità. Se il Leone vorrà tornare nella categoria nella quale era impegnato appena pochi mesi fa dovrà fare di più e di meglio rispetto alle ultime partite, comprese quelle terminate con la vittoria giallazzurra. La Pro Vercelli è l’esempio lampante dell’avversario che non ti regala nulla e che, se ha più fame, riesce a colmare il gap tecnico contro un Frosinone più forte.
Insomma, nulla è compromesso e i numeri restano tutti a favore della squadra di Marino. Però è vietato prendere sottogamba gli impegni, anche quelli apparentemente più semplici: la concorrenza per la promozione è agguerritissima e l’impressione è che quest’anno non bastino i 71 punti di due anni fa per ottenere il via libera per la Serie A. Il Frosinone ne sia consapevole: del resto, ha tutte le carte in regola per riprendere la corsa verso il suo – ormai non più nascosto – obiettivo. (Gabriele Margani)

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