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Frosinone: nessun dramma, ma la rosa corta e la stanchezza della squadra non vanno sottovalutate

Una striscia di 10 risultati utili consecutivi appena interrotta, 9 vittorie (il 50% delle partite totali), il secondo posto in classifica. Quella del Frosinone è una prima parte di stagione di assoluto livello. E, si badi bene, non era affatto scontato: tra le componenti che rendono più o meno forte una squadra, oltre all’aspetto tecnico, a quello fisico e a quello tattico, c’è anche quello mentale. E sotto questo punto di vista la stagione presentava delle insidie, con il contraccolpo psicologico subito dopo la retrocessione dalla Serie A. Insomma, i 32 punti in classifica sono più di quanto ci si aspettasse in questo campionato, almeno per questa prima parte.
I campanelli d’allarme delle ultime partite, però, non vanno sottovalutati. Le sfide contro Ternana, Spezia e Salernitana – ma vale anche per le gare precedenti – hanno detto una cosa. E cioè che il Frosinone ha una rosa troppo risicata e una panchina corta. Marino è finora l’allenatore di tutta la Serie B ad aver utilizzato il minor numero di giocatori. Su un paio di elementi, poi, il tecnico non sembra più puntare: vedere le 4 e le 2 presenze collezionate rispettivamente da Gucher e Russo, anche se quest’ultimo è stato a lungo infortunato. Di conseguenza alcuni giocatori hanno dovuto fare gli “straordinari”, con il risultato di essere arrivati a metà dicembre con il fiato corto.
C’è da preoccuparsi? No, non è il caso. Però certi segnali non vanno trascurati. Questa è una rosa che va ritoccata, affidando a Marino calciatori sui quali effettivamente possa e voglia puntare. Bisogna arrivare alla sosta nel miglior modo possibile e a quel punto occorre intervenire con pochi ma mirati aggiustamenti. (Gabriele Margani)

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