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Marino ha ridato stimoli al gruppo, è il primo successo del Frosinone

Al di là di come andrà a finire questa stagione, il Frosinone un risultato lo ha già ottenuto: Pasquale Marino è riuscito a ricreare entusiasmo all’interno del gruppo. Sembra un concetto scontato, ma non è assolutamente così. Non c’entrano gli stipendi, né la professionalità: quando una squadra patisce una delusione come una retrocessione, gli stimoli vengono inevitabilmente a mancare. È fisiologico e umanamente comprensibile: nella testa di un atleta, in quel momento svuotato di energie mentali, vengono meno le motivazioni.
Non c’era, dunque, da stupirsi se questo fenomeno si era verificato anche a Frosinone. All’inizio di questa stagione il gruppo da una parte doveva convivere con l’amarezza dovuta alla retrocessione e dall’altra con la consapevolezza di aver ottenuto il massimo. Questo, insomma, è stato il quadro che si è trovato di fronte Marino: una squadra un po’ spenta da rianimare in fretta.
E il compito dell’allenatore è stato svolto in un tempo di molto inferiore rispetto a quanto si temesse: sono bastate 7 giornate al nuovo staff tecnico per ricreare entusiasmo e spirito di squadra. All’inizio il Frosinone ha sbandato: respirare le emozioni di giocare allo Juventus Stadium, a San Siro, all’Olimpico o al San Paolo e ritrovarsi dopo pochi mesi di nuovo in Serie B è stato un passaggio traumatico che lo “psicologo” Marino ha fatto ben presto metabolizzare ai giocatori. Ora la squadra ha di nuovo quell’ardore che tutti le avevamo riconosciuto nei felicissimi anni passati. Ed è questo il primo grande successo del tecnico e del suo gruppo. (Gabriele Margani)

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