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Frosinone, il blocco del traffico è solo un palliativo: per l’inquinamento servono misure coraggiose

Diciamolo francamente: nonostante la buona volontà dell’amministrazione comunale, il blocco del traffico non risolve il problema dell’inquinamento dell’aria a Frosinone.
Il sindaco Ottaviani ha preso una decisione anche impopolare considerata la campagna elettorale in corso. Trattando la questione esclusivamente sotto un cinico punto di vista del consenso, infatti, il divieto alla circolazione stradale nella giornata di ieri non ha di certo fatto aumentare la simpatia nei confronti di Ottaviani. I più arrabbiati per la soluzione adottata dall’ente di piazza VI Dicembre sono i commercianti, ma anche i genitori che lavorano e che hanno dovuto occuparsi dei propri figli rimasti a casa. Quella del sindaco, insomma, è stata una decisione per certi versi coraggiosa.
Ma non basta per combattere il livello di polveri sottili nell’aria. Senza entrare in discorsi più ampi legati ai riscaldamenti degli edifici pubblici e privati e alle emissioni delle fabbriche della zona industriale, limitiamoci alla gestione del traffico stradale. L’attuale amministrazione comunale in questi cinque anni ha completamente trascurato, così come del resto avevano fatto le giunte che l’hanno preceduta, il tema della mobilità alternativa e del trasporto pubblico. A Frosinone, ad esempio, mancano del tutto le piste ciclabili. Ma non solo. Nel capoluogo tante persone non usano mezzi di trasporto alternativi – biciclette, motocicli e anche il semplice camminare a piedi – perché le strade sono pericolose e sono pochi coloro che accettano di “sfidare” un traffico spesso intenso. Inoltre, anche la rete del trasporto pubblico locale presenta gravi lacune: spostarsi da un punto all’altro della città con gli autobus richiede lunghe attese alle fermate e alcune zone di Frosinone sono male o per nulla collegate al resto del capoluogo.
L’altro aspetto sul quale bisogna intervenire è quello culturale. È purtroppo innegabile che a Frosinone manchi quasi del tutto la volontà di lasciare a casa la macchina, anche magari per percorrere poche centinaia di metri. Alla comodità della propria auto pochi vogliono rinunciare, ma così facendo si congestiona il traffico e si va ad incidere sul livello dell’inquinamento. L’amministrazione dovrebbe dar vita a una campagna che, partendo dalle scuole con lezioni circa l’uso di mezzi di trasporto alternativi, vada a realizzare una rivoluzione culturale su questo tema. (Gabriele Margani)

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