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Frosinone non dimentichi i tre Martiri toscani, venerdì la commemorazione

Su iniziativa del Comitato “Tre Martiri Toscani”, costituitosi a Frosinone il 15 febbraio dell’anno scorso per onorare e mantenere viva la memoria dell’eccidio nazifascista perpetrato a Frosinone il 6 gennaio 1944, si terrà anche quest’anno la commemorazione ufficiale del sacrificio dei tre prigionieri fucilati al “Curvone” di viale Mazzini.
Difficile e pieno di ostacoli è stato il percorso affrontato con tenacia dai pochi soggetti che nei decenni scorsi hanno voluto che il luogo, scelto dagli occupanti nazisti e dai collaborazionisti fascisti italiani per perpetrare l’ennesimo atto di oppressione e di ferocia nella nostra già martoriata terra, diventasse luogo della memoria.
Una memoria che per troppo tempo è stata occultata, rimossa, negata alle generazioni che sono venute dopo e che nulla dovevano sapere. Perché crimini come questo sono inconfessabili e nessun revisionismo politico è in grado di giustificarli, nemmeno quello che, dopo settantatre anni, fa sembrare meno bestiale la ragione della guerra.
La vicenda è nota, se ne trova oggi buona ricostruzione anche su molti siti internet, anche se rimane assai suggestiva la testimonianza di uno dei sopravvissuti, Otello Giannini, che rese la sua appassionata narrazione dei fatti nel libro “Tredici nomi in un cappello”.
Tredici erano, infatti, i giovani che, arruolati forzosamente a seguito del bando di Graziani e destinati al lavoro coatto per l’allestimento di fortificazioni sulla Linea Gustav al fronte di Cassino, tentarono la fuga e cercarono di raggiungere i loro paesi di origine muovendosi verso Roma con mezzi di fortuna.
Scoperti e portati al carcere di Frosinone, il 30 dicembre 1944 ricevettero la comunicazione che il giorno successivo sarebbero stati giudicati.
A Ceprano si costituì la Corte Marziale composta da tre ufficiali tedeschi. Il maggiore Guido Pellegrini, di Lucca, contrapponendosi all’orientamento più “umano” degli stessi nazisti, insistette affinché la pena da comminare fosse la fucilazione.
I tedeschi, considerando la giovane età dei fuggiaschi e la causalità della ricorrenza del Capodanno, operarono un atto di clemenza, mettendone a morte “soltanto” tre, estratti a sorte fra tredici biglietti con i nomi dei ragazzi mischiati in un cappello.
La lunga battaglia di alcuni cittadini ed organizzazioni, primi fra tutti Angiolino Terinazzi, l’unico testimone vivente tra i superstiti della vicenda, Virginio Reali, all’epoca presidente provinciale dell’Anpi, e Gerardina Morelli da consigliere comunale, portò nel 2004, con il contributo importante anche di forze economiche locali, alla realizzazione e posa del Monumento commemorativo oggi visibile.
Negli anni il luogo è stato oggetto di alterne vicende, comunque non abbastanza valorizzato né dalle Istituzioni, né dalle forze politiche e associative o dagli stessi cittadini.
Si decise quindi, nel febbraio 2016, di costituire in modo permanente il Comitato Tre Martiri Toscani che si occupasse sia delle cerimonie in occasione delle ricorrenze, in particolare il 6 Gennaio ed il 25 Aprile, sia della cura del sito e del monumento, sia infine della promozione della storia ad esso legata che non può non far parte della storia complessiva della città di Frosinone e della provincia.
Non si tratta, tuttavia, di semplice ricordo di fatti pur importantissimi. Coltivare la conoscenza storica è strumento necessario a comprendere il valore di istituti di cui disponiamo oggi come la libertà, i diritti, la democrazia, la pace, la dignità e determinare come utilizzarli per obiettivi di progresso e di civiltà.
Anche quest’anno, pertanto, il Comitato chiama tutti i cittadini, le Istituzioni, le forze politiche, sindacali, associative che si riconoscono nel metodo della pace e del confronto democratico a partecipare alla commemorazione che si terrà il 6 gennaio dalle 10 presso il Monumento del “Curvone” di viale Mazzini a Frosinone.

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