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Stirpe duro su Gucher: «Io non scrivo lettere, né dico cazzate. E la stampa non crei falsi eroi»

Che non si siano lasciati amichevolmente ormai lo sanno tutti, ma oggi il presidente del Frosinone Maurizio Stirpe ha confermato tutta la propria irritazione nei confronti della vicenda legata all’addio di Robert Gucher. Il patron, nel corso della conferenza stampa organizzata per parlare delle ultime novità sullo stadio Casaleno, ha usato toni forti: «Gucher è andato via perché non eravamo soddisfatti di lui. E va detto anche che sono state scritte delle inesattezze. È stato trattato come un figlio. Gli è stato proposto il rinnovo di contratto a marzo quando già con Stellone non giocava più, poi gli è stato proposto di nuovo a giugno e quindi a fine agosto. Ad ottobre abbiamo chiesto una risposta, ma, quando non l’abbiamo avuta, abbiamo chiamato il suo procuratore e gli abbiamo comunicato che non ci sarebbero stati altri tentativi. Si è fatto avanti l’Avellino, che ha proposto 150 mila euro per il prestito secco oppure 450 mila euro per la cessione del cartellino a titolo definitivo. Il Vicenza, invece, si è comportato in maniera scorretta, trattando con il procuratore e non parlando mai con noi. Se ci sono delle cose che non mi piacciono nel calcio sono le falsità e l’ipocrisia. Io non ho mai scritto lettere ai tifosi, né dico cazzate. E neppure ho detto a Gucher “O ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra”. E a voi giornalisti consiglio di andare sempre a fondo alle cose, così da evitare di creare falsi eroi».

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