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Aumenta in provincia di Frosinone il ricorso alla cassa integrazione, lo conferma il rapporto Uil

Cala nel Lazio il ricorso alla cassa integrazione, ma non a Frosinone. Il 12° rapporto del centro studi della Uil, relativo all’anno 2016, conferma l’evidente riduzione delle ore di Cig ordinaria, che passano da 11.409.022 a 5.915.447 (-48,8%), e in deroga da 9.249.994 a 5.639.506 (-39%). Aumenta, invece, la cassa integrazione straordinaria da 40.2281.821 ore a 43.059.389 (+6,9%). Il dato complessivo vede una riduzione del 10,4%: nel corso dell’anno si è passati da 60.940.837 a 54.639.506 ore di cassa integrazione. Il rapporto del centro studi Uil, che esclude Rieti a causa di dati fortemente condizionati dal sisma, conferma il decremento in tutte le province tranne che in quella ciociara, dove si registra addirittura un trend opposto con la Cig in aumento. Si passa, infatti, da 11.799.932 a 16.578.916 ore, con un incremento del 40,5% su base annua, tendenza confermata dall’ultimo bimestre del 2016 (novembre-dicembre), quando l’aumento del ricorso all’ammortizzatore sociale è stato del 25,5%.
«Visto il momento di stagnazione economica – sottolinea il segretario della Uil Frosinone Gabriele Stamegna – è difficile sostenere che il decremento nelle province di Roma, Latina e Viterbo sia riconducibile a una pur debole ripresa economica. È più probabile, invece, che la riduzione della Cig sia il risultato delle recenti riforme, che hanno prodotto la progressiva scomparsa della deroga e un aumento dei costi per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Un decremento, dunque, figlio delle difficoltà economiche».
Il trend di crescita per la provincia di Frosinone dipinge una situazione ancor più drammatica per l’economia ciociara. «Disoccupazione alta, Cig in crescita e ripresa economica che resta ancora un miraggio. La nostra provincia – ribadisce Stamegna – aspetta, da chi ne ha compito e ruolo, che vengano create le condizioni e messe in atto tutte le iniziative finalizzate a far ripartire il sistema produttivo locale. Il mondo del lavoro, e soprattutto dei disoccupati, aspetta politiche attive e risultati».

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