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Ferentino ricorda Don Morosini a 73 anni dal martirio

Nell’imminenza del 73° anniversario del Sacrificio di Don Giuseppe Morosini, nonché degli eventi luttuosi che colpirono la città di Ferentino nel maggio del ’44, l’amministrazione comunale ha predisposto un programma opportunamente studiato allo scopo di conservare e onorare degnamente la memoria della comunità ferentinate. Manifestazioni che avranno luogo lunedì 3 aprile, nella ricorrenza della morte del Sacerdote Partigiano, presso la Basilica Cattedrale di Ferentino.
«Le qualità culturali e artistiche della proposta sono rilevabili dall’articolazione stessa degli eventi – ha affermato il sindaco di Ferentino Antonio Pompeo -. Di particolare interesse l’esecuzione di alcuni brani, scritti da internati nei campi di concentramento nazisti. La collaborazione con il Comitato onoranze Don Giuseppe Morosini, l’Associazione Pro Loco, la Parrocchia Cattedrale dei Santi Giovanni e Paolo, la Fondazione Musica Concentrazionaria, il Coro Josquin Des Pres di Ceccano e l’Ensemble della Banda Città di Ferentino ha consentito la realizzazione di questa pregevole operazione culturale, nella speranza di poter contribuire, con il massimo delle nostre energie, ad un programma che vorremmo pienamente adeguato all’importanza della figura del nostro concittadino Don Giuseppe Morosini».
Programma: lunedì 3 aprile, ore 9, Collepero, raduno partecipanti; ore 10, Cattedrale, santa Messa; ore 11, deposizione corone: presso la casa natale, la tomba a Sant’Ippolito e al Monumento al Vascello; ore 18, Basilica Cattedrale: interventi di Antonio Pompeo, sindaco di Ferentino, Antonio Poce, autore del libro “Il Valore della Memoria”. Con la partecipazione di: Ensemble di Ottoni della Banda Città di Ferentino, Coro Josquin des Pres di Ceccano, direttore Mauro Gizzi, direttore Alessandro Celardi. Proiezione video: “Fecero un deserto e fu chiamato pace”, musiche Valerio Murat, montaggio Antonio Poce, testi Giovanni Fontana.
Don Giuseppe Morosini era un sacerdote vincenziano che partecipò alla Resistenza durante l’occupazione tedesca della Città eterna. Amava la musica e avrebbe voluto fare il missionario, ma le circostanze drammatiche di quegli anni lo condussero ad adoperarsi per dare aiuto e rifugio ai perseguitati e agli ebrei di Roma. Fu arrestato dalla Gestapo il 4 gennaio del 1944 e detenuto a Regina Coeli. Sottoposto a crudeli torture, il 22 febbraio il tribunale tedesco lo condannò a morte e, nonostante le pressioni del Vaticano, fu fucilato il 3 aprile 1944 a Forte Bravetta.
In data 15 febbraio 1945 a Don Giuseppe Morosini fu conferita la Medaglia d’oro al Valor Militare: “Sacerdote di alti sensi patriottici, svolgeva, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, opera di ardente apostolato fra i militari sbandati, attraendoli nella banda di cui era cappellano. Assolveva delicate missioni segrete, provvedendo altresì all’acquisto ed alla custodia di armi. Denunciato ed arrestato, nel corso di lunghi estenuanti interrogatori respingeva con fierezza le lusinghe e le minacce dirette a fargli rivelare i segreti della Resistenza. Celebrato con calma sublime il divino sacrificio, offriva il giovane petto alla morte. Luminosa figura di soldato di Cristo e della Patria”.

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