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Gli stupri nel basso Lazio diventano un porno, remake hard de La Ciociara: sdegno delle vittime delle Marocchinate

La pornostar Roberta Gemma nei panni di Sophia Loren e Mario Salieri “emulo” di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini. La passione per i remake in versione hard dà vita al primo ciak di “La Ciociara”, che è anche il titolo della famosa pellicola del 1960 che regalò l’Oscar alla Loren e che accese i riflettori su una pagina dolorosa per le popolazioni del basso Lazio: quella delle Marocchinate.
Il remake hard è stato subito definito «un oltraggio» dal presidente dell’Associazione delle vittime delle Marocchinate, Emiliano Ciotti, che ha scritto al premier Paolo Gentiloni «sottolineando l’impatto psicologico non indifferente che, anche solamente il sapere che esiste un film di questo genere, avrebbe sulle famiglie delle vittime di quelle violenze e chiedendo di limitare la distribuzione del film».
La storia delle violenze sessuali perpetrate dai marocchini inquadrati nelle truppe francesi col nome di Goumier rimane una ferita aperta nella popolazione della Ciociaria, che il regista Mario Salieri utilizza per allungare la serie di remake «liberamente ispirati». Ed è proprio l’utilizzo disinvolto della storia che scatena l’ira di Emiliano Ciotti, il quale si scaglia contro il regista: «Si fa chiamare Maestro, lo invito a studiare la Storia. Magari anche quello che le truppe marocchine hanno combinato nella sua Napoli e nell’hinterland. Mi chiedo come si faccia a costruire qualcosa che si ritiene artistico su questo dolore e cosa dovrebbero pensare di lui i parenti delle vittime di stupri e di omicidi».

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