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La storia degli anni ’70 in un incontro alla biblioteca Maccari di Frosinone: gli scontri di Bologna del ’77

Il quarto incontro della rassegna sugli anni ’70, previsto per oggi 1 marzo alle 17 presso la Biblioteca “Maccari” di Frosinone, in piazza Diamanti, sarà dedicato al 1977, un anno particolare, che in un certo senso segnò la fine dei movimenti giovanili di massa che confluirono da una parte nel terrorismo, dall’altra nel cosiddetto “riflusso”. Altri incontrarono una fine spietata nell’eroina. È prevista la proiezione del documentario Rai “La luna e il dito – il 1977 a Bologna e in Italia” (La storia siamo noi, a cura di Giovanni Minoli).
Il 1977 è l’anno della più grande contestazione dopo i fermenti sessantottini e segna l’inizio della fase più difficile e cruenta degli anni di piombo. Nelle piazze d’Italia si scontrano con impressionante regolarità le frange radicali degli opposti schieramenti politici, composte perlopiù da movimenti di matrice studentesca, e la presenza dei diversi e numerosi gruppi autonomi complica una situazione già difficilmente gestibile per le forze dell’ordine.
Bologna, città universitaria per eccellenza, sembra però immune dalla violenza che si innesca altrove e il movimento studentesco usa l’arma dell’ironia, della fantasia, invece che quella della violenza, che la borghesia cittadina si propone di combattere.
La crescente tensione è comunque destinata a degenerare in un aperto scontro e la morte dello studente Francesco Lorusso l’11 marzo durante una manifestazione è l’evento che innesca una drammatica spirale di violenza, uno stato di vera e propria guerra che vede nel suo momento cruciale addirittura l’impiego di mezzi corazzati.
Dopo Lorusso cadono a Roma il 22 marzo l’agente di PS Claudio Graziosi, l’agente Settimio Passamonti il 21 aprile; le pistole uccidono ancora la studentessa Giorgiana Masi il 12 maggio presso ponte Garibaldi e appena due giorni dopo a Milano l’agente Antonio Custra.
Sono mesi difficili e convulsi, in cui la violenza pervade le grandi città lasciando numerose vittime sul selciato e il convegno indetto in settembre a Bologna con il proposito di riunire e rinnovare il movimento finisce in realtà col decretarne l’irreversibile tramonto: la vitalità creativa del ’77 si spegne, minata dalla tentazione della lotta armata e, per un altro verso, dal richiamo altrettanto spietato dell’eroina.

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