Atuttapagina.it

Ottaviani duro con Acea: “Lasciare senza acqua 150 mila persone vuol dire tornare alla preistoria”

«Lasciare senza acqua quasi 150.000 persone in 16 comuni della Ciociaria, per due giorni, significa tornare alla Preistoria della civiltà». Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani è perentorio nel definire quanto avvenuto nel corso del fine settimana all’interno del servizio idrico gestito da Acea, in ordine al quale l’interruzione del flusso, per diverse ore, ha causato disagi enormi alla popolazione e danni considerevoli alle attività economiche, sia del capoluogo che degli altri comuni del circondario.
«L’unico dato oggettivo che è possibile leggere, al di là delle giustificazioni che fanno davvero sorridere, riguarda il fatto che la rottura di un tubo di 70 centimetri, nel 2017, solo in Ciociaria, è in grado di lasciare senza acqua migliaia di famiglie, perché Acea, in questi anni, non ha effettuato gli investimenti che avrebbe dovuto portare avanti per evitare che una banale perdita fosse in grado di mettere in ginocchio quasi mezza provincia, limitandosi ai semplici rattoppi. Mi viene da pensare ai soliti luoghi comuni che ci sentiamo ripetere dalla Capitale da troppi anni, quando sostengono che un solo quartiere di Roma equivale, per popolazione e importanza, all’intera provincia di Frosinone. Ebbene, senza grandi sforzi di fantasia, immaginiamo se un quartiere di Roma di 150.000 abitanti fosse rimasto senza acqua per quasi due giorni per la perdita di un tubo di 70 centimetri. Molto probabilmente sarebbero fioccate le interrogazioni parlamentari e si sarebbe gridato, da parte di tutti, allo scandalo. Da noi, ormai, sembra che il disservizio abbia portato all’abitudine per tanti, ma non alla rassegnazione per tutti, motivo per il quale appare oggi ancora più importante la risoluzione del contratto con Acea che tanti sindaci hanno votato qualche mese fa e che altri Don Abbondio avevano paura anche solo a portare in valutazione. Menzione e compassione a parte, però, meritano coloro che in queste ore arrivano addirittura ad esaltare le capacità organizzative e l’efficienza di Acea in questa ennesima triste vicenda, affermando che si tratterebbe di un risultato sensazionale la riparazione di una piccola condotta, ripristinando il flusso dopo ore interminabili. È come se si esaltasse un chirurgo vascolare che, anziché sostituire una valvola al cuore, si limitasse ad applicare un cerotto al torace, spacciandolo come il massimo del ritrovato scientifico. Adesso, finalmente, qualcuno si renderà conto della gravità dei mancati investimenti da parte di Acea in questi anni, comprendendo che la distanza che divide, almeno nel settore idrico, la provincia di Frosinone dal resto d’Italia è di appena 70 centimetri e, paradossalmente, bisognerà essere in grado, almeno, di capirci un piccolo tubo».

Foto di Luca Lisi

Potrebbero interessarti

Commenti

Questo sito utilizza i cookies; utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire l'utilizzo dei cookies.
Ulteriori Informazioni