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Sei italiani e tre albanesi indagati per l’omicidio di Emanuele, al vaglio le immagini di una telecamera

Una telecamera che si trova nei pressi del locale di Alatri dove è avvenuto il pestaggio a morte di Emanuele Morganti avrebbe ripreso le fasi dell’aggressione. Grazie ai filmati sono già stati identificati gli appartenenti al branco e si sta ora cercando di ricostruire la dinamica. Nove le persone indagate. Emanuele, 20 anni, è deceduto dopo due giorni di agonia.
Le persone individuate dagli inquirenti, che stanno ora vagliando le singole posizioni, sono sei italiani e tre albanesi: sarebbero quelli che avrebbero partecipato al pestaggio del giovane all’uscita dal locale. Tutti ripresi da una telecamera che inquadra ad ampio raggio l’intera piazza e che potrebbe, perciò, aver filmato anche gli istanti dell’aggressione.
Sulla vicenda arriva un appello da parte del sindaco di Alatri Giuseppe Morini, che afferma: «Chi sa parli. Invito tutti a dire la verità, a collaborare con gli inquirenti affinché al più presto vengano individuati i responsabili. Alatri non deve essere omertosa. Fuori da quel locale c’erano tante persone, ma nessuno ha fermato gli aggressori o contenuto la terribile barbarie, questo è terribile. Questa città è matura, ha una coscienza sociale. Mi stupisce che non siano intervenuti». Il primo cittadino ha, però, voluto ringraziare il ragazzo, rimasto anonimo, che secondo un testimone sarebbe intervenuto a difesa. E lo ha fatto parlando con il nonno della vittima.
Domani Alatri si fermerà per una giornata di lutto cittadino. In serata una fiaccolata silenziosa e pacifica sfilerà per le vie della città.

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