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Frosinone, celebrato il 72° anniversario della Liberazione

La città di Frosinone ha celebrato il 72° anniversario della Liberazione. Il corteo, con le autorità, i cittadini, i rappresentanti delle associazioni combattentistiche, preceduto dalla banda cittadina “Romagnoli”, è partito da piazza VI Dicembre per raggiungere piazza della Libertà, in cui era schierato il Reparto di Formazione e delle Rappresentanze. Dopo l’alzabandiera è stata deposta una corona al Monumento in onore dei caduti.
È intervenuto, quindi, il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani: «Con la solennità del 25 Aprile la Nazione celebra la festa di tutti gli italiani: il dovere di noi cittadini è ricordare, con gratitudine, tutti coloro che hanno combattuto e si sono immolati per ricostruire un Paese sorretto dai pilastri della Libertà, della Giustizia e della Pace, senza lasciare spazio all’odio, al risentimento, alle divisioni. Non esiste dignità, infatti, se non si comprende il valore della diversità, che costituisce il sale della democrazia e dello sviluppo sociale. Facendo nostre le parole di Piero Calamandrei, potremmo dire che la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare. È giusto che, soprattutto i giovani, non dimentichino l’insegnamento di un uomo, un partigiano, come Sandro Pertini, che da un microfono, in occasione del discorso alla radio di proclamazione dell’insurrezione generale, invitava i cittadini italiani a porre i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire. La dittatura è sopraffazione, intolleranza, razzismo, rifiuto di ogni diversità, anche in ambito religioso o politico; è la negazione dell’articolo 21 della nostra Costituzione, che invece afferma la facoltà, di ognuno di noi, di manifestare liberamente il proprio pensiero. Sulla stessa linea si pone l’affermazione di Pertini secondo la quale la peggiore delle democrazie sarà sempre più auspicabile della migliore di tutte le dittature. Tutti noi, presenti in questa piazza, cittadini e rappresentanti delle istituzioni civili e militari, abbiamo il dovere di alimentare la democrazia, ogni giorno. Il grande giurista Massimo Severo Giannini definì l’interesse pubblico come il contemperamento dei diversi elementi in gioco: in democrazia la contrapposizione e la rivalità vanno ricomposte in una sintesi che ponga, al proprio centro, il bene comune. I padri costituenti, partendo da due opposte visioni politiche, nel 1947 riuscirono a unificare nella nostra Carta principi e diritti fondamentali che guidano, ancora oggi, la nostra vita democratica. La democrazia va coltivata: è come un figlio. Non lo si mette al mondo per lasciarlo al proprio destino, ma va alimentato, nutrito, preservato. Che la celebrazione del capoluogo sia di esempio, in termini di libertà e partecipazione, alla provincia intera e al nostro Paese».
La manifestazione è terminata con l’esecuzione di inni patriottici della banda cittadina “Romagnoli”, del Gruppo Polifonico “Città di Frosinone” e dell’Unitre.

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