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Frosinone, Salvini replica allo Spezia: “Sul gol fantasma di Granoche era evidente il fuorigioco di Piccolo”

Il direttore generale del Frosinone Ernesto Salvini – a tutela dell’immagine della società giallazzurra presieduta dal dottor Maurizio Stirpe, dei propri tifosi e dell’impegno profuso dalla squadra nel campionato di serie B – ritiene corretto e quanto mai d’obbligo intervenire in merito alle voci alzatesi da più parti dopo la partita vinta 2-0 sullo Spezia nell’ultimo turno di campionato. Soprattutto, il dirigente del club, facendosi interprete di fatti realmente accaduti, documentabili e difficilmente soggetti a smentite, con la serenità che lo distingue ha inteso sottolineare alcuni aspetti emersi nelle ultime ore.
«C’è il massimo rispetto – dice il diggì – da parte mia e dell’intera società del Frosinone per i sacrifici profusi della società dello Spezia come di tutti i club del panorama calcistico nazionale. Pari dignità per tutti, è questo un dogma fondamentale che gli attori che compongono la scena di questo splendido spettacolo dovrebbero far proprio. Scendendo nel cosiddetto “casus belli”, mi appello però ad una verità incontrovertibile: il gol reclamato al 18′ del primo tempo della gara del Comunale, martedì scorso, era viziato da un evidente fuorigioco del calciatore numero 10 dello Spezia, Piccolo. Rilevo con dispiacere che non c’è stata la serenità di verificare con attenzione gli episodi prima di emettere sentenze di condanna. Quindi il disappunto e le preoccupazioni citate nel Comunicato Stampa della società dello Spezia Calcio, per quanto attiene a questo aspetto specifico, dovrebbe lasciare spazio ad una presa di coscienza dei fatti».
Il fotogramma ripreso dalle telecamere di Sky (sarebbe stato interessante anche vederlo a botta calda, in tal caso qualsiasi polemica si sarebbe spenta sul nascere) è infatti eloquente: sul tiro dell’attaccante dei liguri con la maglia numero 29, Granoche, il giocatore dello Spezia, Piccolo, è posizionato al fianco del portiere Bardi, prima della linea di porta. In posizione quindi di fuorigioco mentre il pallone rimbalza oltre la linea bianca.
Il direttore Salvini tocca anche il tema riguardante lo sfogo dell’ad ligure,  Luigi Micheli, e ribadisce il concetto del gol viziato: «Il dottor Micheli è un ottimo dirigente, rappresenta un grande club. Ho letto le sue parole, con la massima attenzione. La sua amarezza sarebbe comprensibile se sostenuta, nel caso di specie, da realtà. Evidentemente anche lui è stato tratto in inganno dal pathos del momento. Ripeto: la palla sul tiro di Granoche è vero che cade oltre la linea di porta dopo essere rimbalzata sotto la traversa ma è altrettanto vero che c’è la posizione di Piccolo ad inficiare la regolarità del gol».
Sul tema dei casi “scottanti” il dirigente giallazzurro puntualizza: «A noi non piace, ad esempio, parlare di torti subìti. Non è nel nostro stile alzare la voce. Ma quando parliamo di rispetto non siamo secondi a nessuno nel chiederlo con forza. Qualcosa infatti ci torna in mente, sempre relativamente a questa stagione, in fatto di torti: il primo rigore concesso al Verona nella gara del “Bentegodi”, il rigore a favore della Ternana al Comunale a loro insaputa (fallo di mano inesistente), i rigori evidenti che non ci sono stati assegnati a Cesena e in casa contro l’Avellino, la rete del pareggio dell’Ascoli viziata da fuorigioco di Perez. Rispetto, quindi, ma in primo luogo della verità dei fatti».

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