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I medici di famiglia per l’ambiente sul convegno del 20 aprile: “Fuorviante parlare di inquinamento degli ambienti interni quando la Valle del Sacco vive una situazione drammatica”

L’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia, a seguito della partecipazione all’incontro del 20 aprile tenutosi presso il Salone di Rappresentanza della Provincia di Frosinone organizzato dal Laboratorio Scalo e dall’Associazione l’Impegno, avverte «il dovere precipuo di riportare la discussione e l’impegno sullo studio e sulla risoluzione dell’inquinamento aereo della Valle del Sacco, al fine di non consentire un confondimento ed un’azione di distrazione rispetto tale drammatica tematica».
«Veniamo ai fatti – scrive in una nota l’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia -. La relazione di un  docente dell’Università di Napoli ha affrontato il tema delle polveri sottili focalizzando l’attenzione sull’inquinamento indoor (degli ambienti interni) e proponendo personali osservazioni e limitate esperienze rispetto all’inquinamento esterno, che, a nostro avviso, non risultano né utili, né attuabili ai fini della bonifica della nostra aria. In merito all’indoor, è cosa nota e risaputa, ormai da decenni, che gli ambienti interni sono inquinati, tanto che le diverse nazioni, da anni, sono impegnate in studi di analisi e di risoluzione, come da ampia letteratura: uno studio su tutti il “Progetto SINPHONIE” che ha visto coinvolti 25 Paesi europei. Si precisa, però, che l’inquinamento indoor costituisce un capitolo a sé, a cui non va negata l’importanza dovuta, ma nell’ambito di un convegno nato per dare proposte e soluzioni all’inquinamento della Valle del Sacco risulta completamente avulso e fuorviante, anche se stimolante dal punto di vista conoscitivo. Fuorviante nel significato e nell’intento. Si vuole forse spostare l’attenzione dall’esterno all’interno? Si vogliono attribuire malati e morti ad inquinanti interni le abitazioni, assolvendo biomasse, traffico, industrie e quanto altro produttore di emissioni aeree pericolose? Si vuole negare la patogenecità di PM10 e PM 2,5 acclarata a livello mondiale? Si vuole negare forse la pericolosità sulla salute degli inceneritori?».
«D’altronde, proprio un professore universitario in pensione, relatore al convegno, ha indotto tale allertante dubbio, quando, tra una facezia sulla pizza a forno a legna ed una sulla pizza a forno elettrico, ha raccontato di sue misurazioni personali condotte presso l’autostrada del sole e presso l’inceneritore di San Vittore, che avrebbero dimostrato, a suo dire, che le emissioni dell’inceneritore rispetto a quelle da traffico autostradale erano pressoché nulle – scrivono la dottoressa Teresa Petricca, la dottoressa Marzia Armida e il dottor Giovambattista Martino dell’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente -. Peccato che lo studio ERAS della Regione Lazio, rispetto allo stato di salute della popolazione residente nei pressi dell’inceneritore di San Vittore, reciti: “I risultati indicano un chiaro effetto dell’esposizione all’inquinamento degli inceneritori con un incremento delle ospedalizzazioni per disturbi respiratori nel sesso maschile”. Bambini + 78% di ricoveri per infezioni respiratorie acute rispetto alla media nel Lazio. Il livello argomentale quando si discute di politiche ambientali è squisitamente sanitario, trattasi di morti e malattie. Errori, inesattezze, improvvisazioni, imprecisioni, non conoscenza specifica degli  argomenti possono avere risvolti molto gravi. Come medici non possiamo permettere divagazioni o trasgressioni nell’affrontare questa emergenza sanitaria ambientale in atto. I cittadini della Valle del Sacco, dopo aver sperimentato la nocività di inquinanti di ogni sorta, non possono essere oggetto di sperimentazioni scientifiche non pertinenti. Le decisioni di politica ambientale devono discendere ed essere suffragate da evidenze scientifiche validate, presenti ed attuate in tutto il mondo, riportate da una più che ampia letteratura scientifica internazionale. Bene l’assessore regionale nel dichiarare la non procedibilità con i termovalorizzatori e nel rivendicare la paternità della Regione rispetto allo studio ERAS, ma lo vorremmo accanto a noi medici nel difendere la dignità dei nostri morti e dei nostri malati da chi ci beffeggia con negazioni più o meno esplicite dell’inquinamento atmosferico e da chi propaganda inadatte, inadeguate e parcellari sperimentazioni rispetto al nostro problema. Una scelta di campo netta, contro ogni interessata mistificazione. Una scelta di campo che tenga eticamente conto dello stato di salute della popolazione. Una scelta di campo senza ambiguità nelle scelte e nelle decisioni contro l’aumento di PM di cui proprio l’assessore regionale all’ambiente porterà la responsabilità, laddove andrà a validare “caso per caso” la nascita di nuove biomasse».

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