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La stramma (pianta degli Aurunci) diventa “trama aurunca” e grazie alla stilista Lisa Tibaldi si trasforma in un successo

La mostra “Trama Aurunca – Emozioni e Creatività di un Territorio” resterà aperta fino al 30 aprile nello storico Museo della Civiltà di Roma, all’Eur.
Intanto, tre splendide creazioni sartoriali della stilista Lisa Tibaldi “black&white” realizzate con tessuti preziosi hanno fatto da scenografia nel prestigioso Salone d’Onore del Museo della Civiltà al concerto “Intrecci di note”, organizzato grazie alla collaborazione dell’Orchestra sinfonica del Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone, che con i suoi 45 anni di storia, gli oltre 130 docenti e i 1.200 alunni che affollano i corsi di musica è da anni uno dei principali poli culturali della Terra Aurunca.
«Abbiamo creduto sin dall’inizio nel progetto della stilista Lisa Tibaldi e nelle potenzialità della “trama aurunca”, che si può ricavare dalla nostra stramma, una risorsa povera ma sulla quale in passato si è costruita parte dell’economia del territorio oggi custodito e conservato dal Parco naturale dei monti Aurunci. Il Parco negli ultimi anni si è posto come obiettivo prioritario quello di essere dei cittadini che abitano  in questo ampio territorio e di dare voce al territorio», ha affermato Michele Moschetta, presidente del Parco regionale dei Monti Aurunci.
«Voglio rivolgere – ha dichiarato Lisa Tibaldi – un sentito e doveroso ringraziamento al direttore del Museo della Civiltà Leandro Ventura, al presidente del Parco Naturale dei Monti Aurunci Michele Moschetta, al presidente del Conservatorio “Licinio Refice” Domenico Celenza, al direttore del Conservatorio “Licinio Refice” M° Alberto Giraldi e infine al M° Giorgio Proietti, che oltre a patrocinare e collaborare all’organizzazione della manifestazione hanno colto l’importanza e le finalità dell’iniziativa. La musica e la moda sono reali e concrete risorse culturali del nostro Paese e grazie al loro sostegno credo d’aver vissuto una delle pagine più belle della mia vita professionale».

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