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400 studenti di Frosinone impegnati nella Giornata per la legalità, in ricordo della strage di Capaci

È tutto pronto per l’iniziativa “III Giornata per la Legalità”, organizzata dall’Associazione Nazionale Magistrati – Sottosezione di Frosinone e dall’Ufficio Scolastico regionale per il Lazio – Ambito Territoriale di Frosinone, in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Frosinone, la Questura di Frosinone – Polizia Postale e le sei Scuole secondarie di II grado di Frosinone, che si svolgerà sabato 20 maggio con inizio alle 9 presso il Tribunale di Frosinone.
Una giornata per non dimenticare le stragi di Capaci e di via D’Amelio, nelle quali persero la vita non solo tre magistrati, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Francesca Morvillo, ma anche otto uomini delle due scorte. Una giornata simbolicamente vicina a quel 23 maggio del 1992 – un quarto di secolo fa – in cui tanta brutalità è stata consumata per mano di Cosa Nostra, in quel pezzo autostradale che da Capaci conduce a Palermo. Una giornata dedicata al valore della giustizia, all’impegno civico, alla cultura del rispetto, ma, soprattutto, una giornata che – come le precedenti – possa servire a non far cadere nell’indifferenza l’alto prezzo pagato con la vita da uomini e donne che nella giustizia credevano fermamente.
Il programma prevede:
– ore 9: saluto delle Autorità;
– ore 9:30: simulazione di un processo penale in contemporanea nelle sei Aule del Tribunale (una per ciascuna delle sei Scuole secondarie di II grado del capoluogo: gli Istituti d’Istruzione Superiore “L. Angeloni”, “A.G. Bragaglia”, “Brunelleschi-Da Vinci”, “N. Turriziani-F.lli Maccari”, “A. Volta” e del Liceo scientifico “F. Severi”).
Un’iniziativa che vedrà, anche in questa terza edizione, il coinvolgimento di oltre quattrocento studenti delle scuole secondarie del territorio e dei loro docenti. Un coinvolgimento che in questa edizione della manifestazione sarà totale, perché oltre un centinaio di loro saranno impegnati attivamente nella simulazione di un processo penale, ricoprendo i ruoli di imputati, persone offese, testimoni e componenti di una giuria popolare. Gli studenti verranno affiancati da figure qualificate professionalmente e precisamente: un Magistrato che avrà il compito di spiegare agli studenti la struttura del processo, il ruolo delle rispettive parti, lo svolgimento delle prove e, in conclusione, i profili giuridici della decisione corretta; un Pubblico Ministero che sarà impegnato ad esporre il caso, a condurre l’istruttoria dibattimentale e a svolgere la fase requisitoria; gli Avvocati professionisti che assumeranno i ruoli difensivi rispettivamente degli imputati e della persona offesa; e gli Agenti della Polizia Postale che esporranno le loro indagini.
Il fatto da giudicare è un caso cosiddetto di cyberbullismo perpetrato da due ragazze ai danni di una loro compagna, che appropriandosi ed utilizzando illegittimamente il profilo Facebook di un compagno tentano di estorcerle del denaro. Ci sono in gioco vari aspetti da valutare: dal furto d’identità digitale alla tentata estorsione, dalla sostituzione di persona alla diffamazione, dal trattamento illecito di dati personali al risarcimento dei danni materiali e morali.
Avvicinare le giovani generazioni alle istituzioni e agli uomini e alle donne che vi lavorano è oggi più che mai necessario per promuovere una cultura del rispetto delle regole del vivere civile, per sviluppare in loro la capacità di riconoscere e contrastare i fenomeni di prevaricazione e abusi, ma soprattutto per favorire la maturazione di una coscienza democratica.

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