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Alzheimer, firmato a Frosinone un protocollo che permette di sostenere i malati e le loro famiglie

È stato firmato il Protocollo d’intesa tra la Asl di Frosinone, l’Università di Cassino e l’Associazione Alzheimer Frosinone Onlus.
È un atto importante che permette di incrementare le attività volte ad aiutare, sostenere ed accompagnare i malati di Alzheimer e le rispettive famiglie lungo il percorso della malattia, attraverso azioni di sostegno, orientamento, informazione mirata, supporto all’assistenza domiciliare per una gestione integrata e sostenibile della malattia.
In questo contesto è essenziale l’azione e la collaborazione, nonché l’attività sinergica, che le Associazioni ed il mondo del Volontariato mettono in campo insieme alle Istituzioni preposte all’erogazione di servizi. E, per andare verso nuovi campi ed obiettivi di ricerca ed innovazione, è fondamentale il ruolo dell’Università che sviluppa e prepara le nuove energie.
Tutto ciò, dunque, è contemplato nel Protocollo d’intesa appena sottoscritto e già adottato dalla Asl di Frosinone.
È un bel risultato anche per l’Associazione Alzheimer Frosinone Onlus, presieduta da Sabrina Grossi, che in un solo anno dalla sua costituzione non solo è riuscita a portare a compimento un’intesa così innovativa ed articolata ma a breve, come annunciato dallo stesso Commissario Straordinario Luigi Macchitella, avrà una propria sede a Frosinone in viale Mazzini (presso l’ex Ospedale “Umberto I”).
Nel frattempo e in preparazione delle attività da sviluppare con il Protocollo, l’Associazione Alzheimer Frosinone Onlus sta portando a termine il I Corso di Formazione per Volontari (chiusura il 22 maggio prossimo).
Alle lezioni hanno preso parte geriatri, neurologi e psichiatri della Asl di Frosinone e alcuni docenti del Dipartimento di Scienze Umane, Sociali e della Salute dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale.
«Per il futuro auspichiamo che il progresso scientifico potrà dare una corretta e completa interpretazione dei fattori di rischio e dei fattori preventivi dell’invecchiamento cerebrale e trovare altri farmaci per combattere la demenza dovuta all’Alzheimer che si sta presentando come una delle patologie che aumentano in modo esponenziale con l’invecchiamento della popolazione». Queste le parole della dottoressa Claudia Bauco, Responsabile Centri per Disturbi Cognitivi e Demenze della Asl di Frosinone che, con le professoresse Maria Ferrara ed Elisa Lanciano dell’Università di Cassino, ha coordinato l’attività tecnico-scientifica.

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