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Crollo della popolazione residente e appartamenti sfitti, ma a Frosinone si continua a costruire

La premessa è d’obbligo: ad un proprietario non si può impedire di costruire se le regole lo permettono. Siamo in una condizione di libero mercato e questo vale anche per gli imprenditori edili.
Diverso, però, è il discorso di opportunità di costruire in una città, Frosinone, la cui popolazione sta subendo un drammatico crollo da almeno una ventina d’anni a questa parte. È possibile che non ci si accorga che da Frosinone i cittadini stanno scappando per trasferirsi nei comuni limitrofi? Eppure basta fare un giro per la città per rendersi conto che moltissimi degli appartamenti dei palazzi di nuova realizzazione restano desolatamente invenduti.
E, se ancora non si avesse contezza del fenomeno, basterebbe guardare i dati Istat sull’andamento demografico nella città di Frosinone. In base ai rilevamenti dell’Istituto di ricerca, la popolazione residente nel capoluogo il 31 dicembre 2001 era pari a 48.691. Quattordici anni più tardi, il 31 dicembre 2015, la popolazione residente risulta pari a 46.323. In poco più di un decennio c’è stato un calo di 2.368 abitanti in una città che non arriva a 50.000 residenti.
Ciò nonostante si continua ostinatamente a costruire. Eppure basterebbe poco per dar modo al privato di lavorare e dare lavoro e per migliorare la città: sarebbe sufficiente che si creassero i presupposti per il recupero delle costruzioni sfitte o diroccate e che si correggesse il piano regolatore. C’è la volontà di farlo? (Gabriele Margani)


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