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Giovanni Minoli e la sua visione della tv, il giornalista ospite dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone

Un faccia a faccia in cui il protagonista è sempre la stessa persona, Giovanni Minoli, conduttore per eccellenza del dibattito televisivo nel confronto a due con l’ospite di turno. Questa volta Minoli è il protagonista di se stesso sulla pedana dell’aula-teatro di Palazzo Tiravanti, ospite dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone nell’ambito della rassegna “I giovedì dell’Accademia”.
Accompagnato e introdotto dal direttore dell’istituzione scolastica, Luigi Fiorletta, l’ospite ha tracciato una breve storia della televisione. Si è parlato di attualità, politica, soprattutto si è parlato di televisione e dell’Italia televisiva.
Una vita passata alla Rai, dove per una quarantina di anni è stato direttore, produttore, autore e conduttore, prima di essere messo alla porta nel 2013 per scadenza di contratto.
La storia di Minoli è lunga e ricca di successi che lo hanno visto protagonista di un giornalismo a 360°. Nella sua carriera ha creato, prodotto e presentato programmi e inchieste di vario tipo, autore di programmi come “Agricoltura domani” (poi divenuto “Linea verde”), programma domenicale della mattina di enorme successo, “Mixer”, 18 anni di messa in onda, cui seguono “Elisir”, “Un posto al sole”, “La storia siamo noi” ed altri.
Nel corso della conferenza-incontro Minoli si è soffermato sul fatto che l’autorevolezza della tv è minacciata dalla velocità. «Bisogna premettere che un problema esiste: la velocità esagerata che l’informazione ha raggiunto rende in moltissimi casi troppo difficile la verifica, che è una categoria fondamentale del giornalismo sia esso televisivo che altro. Dall’altra parte – ha affermato Minoli – bisogna sottolineare che l’autorevolezza della televisione, che comunque non è più il medium dominante delle nostre società, si appoggia da tempo su altro: sulla credibilità del conduttore o di quel giornalista, sul suo essere un “brand” e sull’affezione che lo lega al suo pubblico».
La crisi sociale ed economica che stiamo vivendo ci dice che c’è bisogno di riprogettare gli interessi dell’uomo di fronte agli interessi economici: questo è il vero impegno di questa fase storica. La televisione, insieme alla scuola e alla famiglia, è uno strumento fondamentale di formazione delle coscienze per arrivare alla libertà dell’uomo.
Un pomeriggio in cui il tempo è volato e Giovanni Minoli è stato salutato da un grande applauso, quando al termine della sua conferenza il direttore Luigi Fiorletta, nel ringraziarlo per aver regalato agli studenti e alla città una lezione sulla televisione e sul suo ruolo, gli ha consegnato il simbolo in bronzo dell’Accademia, consistente nella bocca del David di Michelangelo.

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