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Il ministro Lorenzin: “Nessun allarme sanitario nella Valle del Sacco”. Il Coordinamento interprovinciale per l’ambiente si indigna

Il Coordinamento Interprovinciale per l’Ambiente è «indignato per le dichiarazioni del Ministro della Salute Lorenzin ed eleva forte la sua voce di protesta».
«È noto a tutti l’inquinamento atmosferico dell’acqua e della terra nella Valle del Sacco, come è noto a tutti l’aumento delle patologie oncologiche e dell’apparato respiratorio, testimoniato da ricerche mediche e documentato nell’atto aziendale della Asl di Frosinone – scrive in una nota il Coordinamento Interprovinciale per Ambiente e Salute della Valle del Sacco e Bassa Valle del Liri -. Il nuovo rapporto di “Sorveglianza sanitaria ed epidemiologica della popolazione residente in prossimità del fiume Sacco”, identificato come “rapporto tecnico delle attività 2013-2015” del Dipartimento Epidemiologia e Prevenzione Lazio, afferma che “la contaminazione del fiume Sacco rimane un disastro ambientale di proporzioni notevoli che ha comportato una contaminazione umana di sostanze organiche persistenti considerate tossiche dalle organizzazioni internazionali”».
«Per il ministro della Salute Lorenzin, al contrario, non risulta nella Valle del Sacco alcun “allarme e crisi ambientale e sanitaria” – prosegue il Coordinamento -. Inoltre, a fronte di questo disastro documentato e denunciato, l’organizzazione sanitaria della Provincia di Frosinone è stata smantellata e vive una precarietà quotidiana senza precedenti. La signora ministra è venuta più di una volta in provincia di Frosinone e a visitare l’ospedale Spaziani del capoluogo, ma non ha fatto nulla per migliorare organizzazione ed efficienza e riportare la sanità locale a un livello di qualità dignitoso e capace di essere all’altezza della difesa dei bisogni sanitari di tutti i suoi cittadini. Pur in piena campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale del capoluogo, non si possono e non si devono fare dichiarazioni tali da rassicurare i cittadini colpiti nella loro salute ogni giorno, così come le associazioni dei medici ed organi istituzionali competenti hanno ampiamente documentato. E sono, infine, proprio i bambini i soggetti più esposti a tali rischi nella provincia di Frosinone, senza che ci sia un’organizzazione sanitaria tale da garantire assistenza specializzata alle loro patologie».

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