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Inquinamento Valle del Sacco, i medici di famiglia: “Non creiamo allarmismo, auspichiamo nuovi studi sul territorio”

«Distanti dalla bagarre politica che si è sollevata dopo la frase della ministra Lorenzin in merito alla non risultanza di elementi di crisi ambientale nella Valle del Sacco, vogliamo esprimere la nostra  posizione come medici da tempo impegnati nella tutela della salute dei nostri concittadini nei confronti dell’inquinamento e riportare il dibattito su un piano di correttezza scientifica e di concretezza comportamentale. La presenza di criticità di ordine sanitario nella Valle del Sacco è descritta da diversi studi e rapporti scientifici che fanno prevalentemente capo al dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio. Sono gli stessi studi (consultabili da tutti sul web) a sottolineare l’importanza di ulteriori indagini, con la necessità agognata ed inderogabile di un registro tumori per approfondire i risultati, per lo meno ambigui, che emergono. Non manca la criticità ambientale e sanitaria nella Valle del Sacco, ma mancano studi attuali che la inquadrino, definiscano, esplicitino e ne consentano l’istituzionalizzazione. Gli studi regionali consultabili sono per lo più datati e disattesi nella raccomandazione di ulteriore osservazione successiva. La criticità sanitaria derivante dall’appartenenza ad un territorio definito SIN e, quindi, a compromissione ambientale pluridecennale l’abbiamo colta ed eticamente urlata, noi medici operativi sul   territorio. Ovviamente la nostra osservazione sanitaria, innegabile e rappresentata nei nostri ambulatori, dovrà essere suffragata da nuovi studi che costituiranno la necessaria  base su cui l’istituzione potrà finalmente decidere ed operare». Lo spiega la dottoressa Marzia Armida, presidente dell’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone.
«Questo non vuol dire creare allarme sociale: per un medico il momento più triste è mettere di fronte alla realtà di una malattia o della morte il paziente o i suoi familiari. Un medico vorrebbe essere sempre portatore di buone notizie: l’allarmismo non è nella nostra natura – prosegue la dottoressa Armida -. Indispensabile, d’altro canto, è approfondire la conoscenza, non trascurando nulla quando si parla di salute delle persone e quando i dati in possesso non sono chiari. Per far questo occorre lavorare concretamente, senza clamori. Pochi sono a conoscenza che ogni settimana incontriamo i cittadini dei diversi paesi della Valle del Sacco, divulgando loro i risultati degli studi a nostra disposizione e ascoltando le perplessità e chiarendo i dubbi. La Valle del Sacco non può rimanere un argomento locale. Per questo grazie all’aiuto del Ministero della Salute inizieremo un percorso scientifico mai realizzato in precedenza: per la prima volta la Valle del Sacco verrà ad essere oggetto di valutazione da parte dell’Istituto Superiore della Sanità, istituzione nazionale in ambito sanitario. La strada è lunga, ma è l’unico percorso serio che ci permetterà di far emergere tutte le situazioni ambigue che non sono mai state chiarite e forse troppo minimizzate».
«Auspichiamo, inoltre, che tutte le energie spese in questi giorni per comunicati stampa o prese di posizione dalle varie parti politiche siano convogliate ad un reale e concreto contributo per la realizzazione del comune progetto di rinascita della Valle del Sacco, che saremo orgogliosi di presentare alle generazioni future», conclude il presidente dell’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente.

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