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Migranti che elemosinano davanti al cimitero, Ottaviani si rivolge al Prefetto per regole sui profughi

Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani si è rivolto al Prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli per ottenere il rispetto delle regole che disciplinano la permanenza sul territorio provinciale dei profughi, sia per ragioni di ordine pubblico generale, sia per la tutela della dignità degli stessi soggetti interessati in prima persona dalle ultime migrazioni. Il tema, in realtà, è uno dei più dibattuti a livello nazionale, non privo di implicazioni che investono la sfera politica, morale, sociale e della sicurezza, a livello collettivo e individuale. Ottaviani, con un video realizzato di fronte ad uno degli ingressi del cimitero di Frosinone, dove normalmente stazionano persone che chiedono denaro a coloro che si recano nel luogo di culto per salutare i propri congiunti, ha voluto toccare l’argomento, esprimendo il punto di vista non solo dell’istituzione che rappresenta ma anche dando voce ai legittimi interrogativi di chi, quotidianamente, si rapporta con il fenomeno migratorio nel capoluogo.
«Questa mattina, venendo in visita al cimitero – afferma nel video Ottaviani -, abbiamo potuto notare alcuni migranti intenti a chiedere assistenza finanziaria a quanti si recavano all’interno dell’area consacrata ai defunti. Dopo aver parlato con loro, abbiamo scoperto che sono giovani nigeriani che ogni mattina partono da Fiuggi, dove risiedono, per arrivare a Frosinone in autobus a chiedere soldi davanti al cimitero e in altre zone della città. Ora, a prescindere dalla verifica di chi gestisce questi viavai giornalieri da Fiuggi a Frosinone, che evidentemente hanno costi logistici ed organizzativi, non a carico di questi ragazzi, è ammissibile che un Paese arrivi a far finta di tutelare, da un lato, la dignità dei migranti e, dall’altro, generi evidenti criticità nella sicurezza civile e urbana? L’immigrazione e l’accoglienza dei migranti, al di là della solidarietà sociale e delle famiglie del territorio, non possono essere materia di competenza di un singolo Comune, neppure di un Comune capoluogo, ma è una problematica che fa riflettere sui livelli di civiltà di un intero Paese. Ho interessato di questo ultimo triste fenomeno relativo a quanto sta avvenendo all’esterno del cimitero comunale e in altre zone della città il Prefetto Emilia Zarrilli affinché con l’ausilio delle forze dell’ordine possa accertare chi fa mercimonio, speculando sul disagio dei migranti, aumentando ulteriormente le criticità connesse alla sicurezza collettiva».

Foto di Luca Lisi

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