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Si spengono le luci sul vecchio ma affascinante Matusa, onore allo stadio del Frosinone

L’ultima partita del Matusa avrebbe meritato miglior sorte. Lo stadio di via Marittima/via Mola Vecchia avrebbe dovuto essere salutato in maniera diversa. Con una vittoria, con un risultato importante, con una promozione magari. Non sarà così. L’8 giugno, giorno della finale di ritorno dei play-off, il Matusa rimarrà desolatamente vuoto. I cancelli saranno chiusi, i riflettori saranno spenti.
È stata quella di ieri l’ultima partita del Matusa, non ce ne saranno altre. Lo stadio poco funzionale, scomodo, senza copertura se non per i fortunati tifosi della tribuna centrale, collocato in pieno centro cittadino dice addio al Frosinone e al calcio. Per tutte le ragioni appena elencate bisognerebbe essere solo contenti. E, si badi bene, felici lo si è davvero pensando alla prossima ultimazione dei lavori di un impianto nuovo quale è il Casaleno. Però, al tempo stesso, c’è un pizzico di nostalgia e tristezza. Anzi, il magone è proprio forte.
Lo stadio che ha vissuto i difficili ma comunque dignitosi anni tra la Serie C, la Serie D, l’Interregionale, il Campionato Nazionale Dilettanti e qualunque altro nome abbiano avuto la terza e la quarta serie del calcio italiano cala il sipario. Lo stadio che ha pure visto giocare le partite contro il Grosseto, il Lecce, il Crotone e poi la Juventus, il Milan, l’Inter, la Roma, la Lazio, il Napoli, la Fiorentina e così via ha chiuso definitivamente i suoi cancelli per quanto riguarda un evento sportivo. Lo stadio Matusa lascerà il posto al parco Matusa e in qualche modo rimarrà qualcosa di una struttura anacronistica ma emozionante.
Permettetemi una piccola licenza. Qualche anno fa, una dozzina all’incirca, in un articolo sul mio vecchio giornale, Ciociaria Oggi, utilizzai l’espressione “vecchio ma affascinante Matusa”. La definizione piacque tanto a un dirigente del Frosinone di allora, che ancora oggi la cita spesso nelle nostre chiacchierate personali. Vecchio ma affascinante Matusa: è un po’ il senso di ciò che è lo stadio del Frosinone. Si spengono le luci, la casa del Leone saluta tutti e chiude per sempre. (Gabriele Margani)

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